Imu e "spending review", audizione dell'assessore Petretto in commissione bilancio

Cinquantasette milioni circa (contro i 58 stimati dal Comune e i 68 dal ministero). Questo l’importo dell’acconto dell’Imu incassato con la prima rata e comunicato dall’assessore al bilancio Alessandro Petretto nel corso di un’audizione in commissione bilancio, per informare i consiglieri sull’andamento generale delle entrate e sulle ricadute dei recenti provvedimenti governativi in materia di “spending review” sul bilancio del Comune di Firenze.
“Dobbiamo considerare – ha sottolineato l’assessore Petretto – che viviamo in una fase di generale difficoltà economico-finanziaria che non ci consente di dormire sonni tranquilli. La stretta finanziaria, di inusitata portata, non riguarda, come è ovvio, solo Firenze ma investe tutto il territorio nazionale e, conseguentemente, gran parte dei Comuni italiani. Nel corso del 2012 abbiamo registrato, innanzitutto, un consistente aggravamento (quasi un aumento del 100%) degli obiettivi del Patto di stabilità interno (da 28 milioni di euro nel 2011 a circa 48 milioni nel 2012). A ciò si aggiungono gli effetti negativi che le continue manovre finanziarie del governo in ambito di finanza locale - che si sono succedute dal 2010 ad oggi (dal D.L. 78/2010, al decreto “Salva Italia”, al decreto “fiscale” fino al recente decreto governativo sulla “spending review”) - hanno provocato sui bilanci dei Comuni. Da un lato, si è generata una generale incertezza sull’entità effettiva del gettito Imu e sulle eventuali compensazioni di risorse da parte del governo a valere sul Fondo sperimentale di riequilibrio, e dall’altro, una forte riduzione dei trasferimenti statali (circa 40 milioni di euro in meno rispetto al 2011)”.
L’assessore Petretto ha ricordato che “il recente decreto legge del governo sulla spending review, ha continuato in questa direzione, dato che ha determinato per i Comuni d’Italia un ulteriore taglio sul Fondo sperimentale di riequilibrio pari a complessivi 500 milioni di euro per il 2012 e a 2.000 milioni di euro per il 2013 (per Firenze questi interventi dovrebbero significare rispettivamente circa 2 e 8 milioni). A questi tagli “diretti”, vanno aggiunte ulteriori manovre di razionalizzazione della spesa pubblica (come le riduzioni di trasferimenti alle Regioni e alle Province) che, indirettamente, possono generare un ulteriore minore trasferimento di risorse ai Comuni. Un ulteriore taglio ai trasferimenti si prevede per il 2013 in occasione dell’istituzione della Tares”.
Commentando l’andamento degli incassi del Comune relativi all’acconto Imu l’assessore al bilancio ha rilevato come complessivamente, su scala nazionale, le stime del Ministero dell’economia e delle finanze siano risultate attendibili e questa costituisce, a livello generale, una buona notizia. Infatti, il Governo nazionale, molto probabilmente, non dovrà intervenire a ritoccare, come si temeva, le aliquote base dell’imposta nel corso dell’anno. “Tuttavia – ha spiegato – le stime riferite al Comune di Firenze (68 milioni la prima rata) come in altri comuni di dimensioni medio-grandi, si sono rilevate sovradimensionate. Si è registrato un disallineamento di circa 11 milioni fra le previsioni d’incasso del Governo e quelle effettivamente realizzate dal Comune di Firenze. Lo Stato si è impegnato a compensare il minor gettito Imu rivedendo le assegnazioni di risorse sul Fondo sperimentale di riequilibrio. Siamo fiduciosi che ciò avvenga anche se, molto probabilmente, nessuna certezza su un’eventuale restituzione di risorse ci verrà data prima del mese di dicembre. Questa tempistica assume tratti paradossali se si considera che il termine ultimo assegnato per legge ai Comuni per rideterminare le proprie aliquote Imu è fissato al 30 settembre”.
A fronte di tutto questo, il Comune di Firenze si sta muovendo. In vista della verifica degli equilibri di bilancio che – come previsto dalla legge – sarà effettuata entro il 30 settembre, è stato avviato uno scrupoloso e costante monitoraggio delle entrate e delle spese, sia sulla parte corrente che sulla parte investimenti. La verifica è ancora in corso. Certo è che, in considerazione dell’andamento del Pil nazionale (- 2% nel 2012 secondo alcune previsioni), della contrazione del mercato immobiliare, nonché delle attività economiche in generale, ci dovremo preparare ad una naturale flessione di alcune entrate comunali, quelle la cui base imponibile è più sensibile al ciclo. Sul fronte delle uscite, è in corso, un processo di revisione finalizzato a razionalizzare ed ottimizzare, anche sulla scia della “spending review” nazionale, i processi di spesa in atto. Al momento sono ipotizzati diversi scenari di intervento sulla spesa corrente e sugli investimenti, da verificare in sede politica. Per quanto riguarda, infine, i vincoli del patto di stabilità, con particolare riferimento ai pagamenti delle spese in conto capitale, il Comune ha recentemente attivato apposite convenzioni con alcuni Istituti di credito per consentire ai fornitori di accedere ad operazioni di cessione dei crediti pro soluto e smobilizzare la liquidità.
L’assessore Petretto infine ha comunicato l’adesione al cosiddetto “patto di stabilità orizzontale nazionale”, richiedendo al Ministero dell’Economia e delle Finanze (al pari di moltissimi altri Comuni italiani) la possibilità di ottenere, per l’anno 2012, un alleggerimento del proprio obiettivo di patto che determinerebbe un maggiore “spazio finanziario” per l’effettuazione di pagamenti dei residui sugli investimenti. “Aspettiamo una risposta per il prossimo settembre – ha concluso l’assessore Petretto – per cui il quadro è incerto anche sotto questo profilo”.(fd)