Lista Galli: "Una ciambella di salvataggio per Firenze"

Galli, Locchi, Sabatini e Semplici: "Su 51 atti da noi proposti, solo 7 sono stati attuati. Renzi e la sua giunta specialisti in chiacchiere"

Questa mattina, il capogruppo Giovanni Galli e i consiglieri della sua lista civica Alberto Locchi, Massimo Sabatini e Marco Semplici hanno collocato a Ponte Vecchio e a Ponte Santa Trinita una ciambella di salvataggio, corredata di un cartello che spiega cosa fare in caso di emergenza.
“Un atto simbolico – ha dichiarato Galli – per sottolineare come il sindaco Renzi e la sua giunta siano bravissimi a fare promesse e a chiacchierare, ma quando si tratta di dare applicazione agli atti approvati dal consiglio comunale, scompaiono nel nulla. E’ datata 28 febbraio 2011 la mozione approvata dal consiglio su proposta del consigliere Locchi per collocare presidi di emergenza per il salvataggio in acqua sui ponti cittadini, dopo il succedersi di incidenti, anche mortali, avvenuti in Arno negli ultimi anni. Dopo un anno e mezzo di immobilismo dell’amministrazione ci siamo stufati, e le ciambelle ce le mettiamo noi”.
Durante la conferenza stampa, tenutasi sul Ponte Vecchio, Galli e i consiglieri hanno consegnato alla stampa il documento che contiene tutti gli atti proposti dalla lista, discussi e in molti casi approvati dal consiglio comunale dall’inizio del mandato ad oggi: su 51 atti, solo 7 hanno trovato applicazione concreta, 9 sono stati parzialmente svolti, mentre per i restanti 35 i problemi sollevati (dai temi della sicurezza, al degrado a varie problematiche di amministrazione della città) sono rimasti invariati.
“Il nostro è ovviamente un gesto simbolico – hanno concluso Galli, Locchi, Sabatini e Semplici –: come abbiamo fatto dal luglio 2009, il nostro impegno per la città di Firenze continua, pur nel silenzio e l’apatia assoluta dei ‘centopuntisti’ renziani. Ci auguriamo, con gesti come questo, di far aprire gli occhi ai nostri concittadini. Ad aver bisogno di una ciambella di salvataggio, con questo sindaco, non è solo chi malauguratamente cade in Arno, ma tutta la città”.

(fdr)