Maggio Musicale, De Zordo e Grassi: "Carta bianca del Comune per 26 milioni di euro che ancora non ha"
La commissione urbanistica ha votato, col parere contrario di tutte le opposizioni presenti che avevano chiesto il rinvio per approfondimenti (De Zordo, Grassi, Torselli, Alessandri, Giocoli) il conferimento da parte del Comune di Firenze per 26 milioni di euro alla Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino come quota parte della proprietà del nuovo Parco della Musica. "Questo è avvenuto senza alcuna garanzia e nel vuoto tecnico-amministrativo, come recita infatti il testo di delibera" commentano i consiglieri Tommaso Grassi e Ornella De Zordo, presenti alla seduta.
"Il passaggio è azzardato sotto vari punti di vista: il terreno su cui sorge il nuovo Auditorium non è ancora del Comune, che si era impegnato conla proprietà RFI o ad acquisirlo ‘cash’ per 16,8 milioni di euro (che non ha e per i quali sarebbe impossibile accendere un mutuo visto il patto di stabilità) o a votare una variante urbanistica per modificare la destinazione d'uso e rendere residenziale i 54.000 mq delle Officine Ferroviarie di Porta a Prato (procedura che attende l'esito della VAS e quindi non è affatto conclusa). Nessuna delle due ipotesi è andata per ora in porto quindi il terreno resta di RFI" commentano De Zordo e Grassi.
"Inoltre la cifra dei 26 milioni di euro richiesta dalla sovrintendente Colombo nella lettera del 3 luglio è diversa da quella richiesta in data 19 giugno che era di 20 milioni: cosa giustifica questo innalzamento? Non è dato sapere perché non c'è una giustificazione se non una "maggiore sicurezza patrimoniale" dichiarano i due consiglieri.
"Crediamo che qualunque passaggio tra il Comune di Firenze e la Fondazione - su cui non siamo pregiudizialmente contrari - debba avvenire in un quadro normativo certo, senza azzardi come quello contenuto nel testo votato oggi a maggioranza in commissione e soprattutto debba essere accompagnato a elementi conoscitivi sul piano industriale della Fondazione e sul suo rilancio come Ente di altissima produzione culturale: in sostanza il Comune di Firenze non può essere né un bancomat né un garante del tutto apparente che dà carta bianca all'attuale dirigenza dopo che questa ha mostrato tutta la sua incapacità gestionale" concludono Grassi e De Zordo.
(fdr)