Bonifazi replica a Galli: "Si erge a profeta e dà lezioni di stile senza darne di politica"

“Riguardo alla lettera che il consigliere Giovanni Galli indirizza al sindaco Matteo Renzi, il suo contenuto politico, l’unico che interessa, risulta totalmente incomprensibile e avrei preferito soprassedere. Ma visto che mi chiama in causa, novello Rockfeller, rispondo volentieri”. Lo afferma Francesco Bonifazi, capogruppo del Pd.
“Faccio una premessa - afferma Bonifazi -: poiché è lo stesso Galli ad insegnarci che prima di emettere giudizi o battute di spirito su chi è in difficoltà occorre cautela, per rispondergli userò moltissima cautela. Ma non posso evitare di dire che il caldo prolungato certe volte produce effetti indesiderati. Il collega Giovanni, dopo mesi di totale latitanza dagli scranni comunali, senza elaborare neppure una proposta politica (e credo fosse quello lo scopo della sua candidatura), per un colpo di calore si sveglia d’un tratto profeta e con tono messianico rivolge invettive e lezioni di stile e buona educazione al sindaco. Vorrei tranquillizzarlo: a lui si chiede solo di fare il consigliere di opposizione, di sedere in consiglio comunale, senza bisogno di scomodare le virtù cristiane”.
“A questo proposito in realtà - continua Bonifazi - non mi pare che il consigliere Galli dia segno di grande rispetto per i suoi elettori, dato che proprio in consiglio comunale non lo abbiamo visto per mesi, preferendo evidentemente i salotti patinati televisivi, dove viene pagato per presenziare. Dovrebbe invece stare a Firenze a fare il ledere dell’opposizione, ma evidentemente la stessa opposizione, ormai frantumata, non gli riconosce questo ruolo”.
“Da Galli - conclude Bonifazi - stiamo ancora aspettando, dopo tre anni di mandato, qualche proposta amministrativa per il miglioramento della città, proposta che a differenza di altri consiglieri di opposizione o del suo stesso gruppo lui non ha mai fatto. Invece che accusare di arroganza anticristiana il sindaco, dovrebbe spiegare come mai non giudica arrogante una persona che si è candidata a guidare la città e da tre anni è per quella città un fantasma”. (edl)