Giani: "Nell'anniversario della pubblicazione di Pinocchio allochiamo l'incompiuto e storico monumento del Maestro Venturino Venturi in via Tornabuoni"

Questo l’intervento del presidente del Consiglio comunale Eugenio Giani

“Domani, 7 luglio, ricorre il 131° anniversario della pubblicazione del 1° numero de “Le Avventure di un burattino” le cui 31 puntate formarono il testo del libro “Pinocchio”, tradotto poi in più di 350 lingue e idiomi nel mondo. Quest’anno, a 10 anni dalla morte di uno dei più grandi artisti del Novecento, Venturino Venturi, mi sento di proporre la fusione del bozzetto del “Monumento a Pinocchio”, frutto del genio del maestro che vinse il concorso internazionale del 1953 per il parco di Collodi, ma che poi, con grande dispiacere di Venturi, non fu realizzato e collocato come meritava, ma invece lasciato allo stato di progetto perché all’ingresso del parco gli fu preferito il monumento del pur validissimo scultore Emilio Greco, accanto alla pavimentazione impostata secondo la proposta di Venturi.
Venturino Venturi aveva vinto il concorso sulla base di una vocazione particolare verso il burattino ideato da Carlo Lorenzini (detto Collodi), in quanto fin da piccolo aveva seguito il padre nell’emigrazione fuori dall’Italia e sempre amava citare che gli unici due libri che la famiglia aveva portato con sé erano la Divina Commedia di Dante Alighieri e Pinocchio di Collodi. Venturi non digerì in alcun modo il fatto di aver vinto aex equo il concorso senza ottenere che la sua statua venisse realizzata in bronzo e collocata, non ritenendo sufficiente che del suo progetto fosse realizzato solo la ‘piazzetta mosaicata’ con le straordinarie tonalità del marmo che ancora oggi è possibile ammirare. E i contraccolpi psicologici furono così devastanti da dover trascorrere più di un anno nell’ospedale psichiatrico di San Salvi.
La riconciliazione con Venturino Venturi, considerato oggi uno dei massimi maestri italiani del Novecento, può essere quella di fondere oggi in bronzo il dettagliato progetto corredato da bozzetto di cui la Fondazione omonima è in possesso e collocare la statua in via Tornabuoni o in largo Alinari (oggi pedonalizzate) a pochi metri di distanza da quella via Rondinelli in cui Carlo Lorenziniviveva e morì all’età di 64 anni, il 26 ottobre 1890 a causa di un infarto che si presentò improvvisamente mentre rientrava a casa.
Firenze potrebbe così colmare la grave lacuna che le istituzioni pubbliche manifestarono nella gestione del concorso per il parco di Collodi e abbellire in modo straordinario un’area del centro storico da pochi mesi pedonalizzata, in nome di un maestro d’arte che tanto tempo della sua vita ha dedicato alla città, illustrando con la sua opera il ruolo di centro d’arte e cultura”.

(fdr)