Susanna Agostini e Eros Cruccolini: Il film dei fratelli Taviani "Cesare deve morire" visto dai detenuti di Sollicciano

La proiezione di “Cesare deve morire” nelle carceri toscane rientra in un più ampio “Progetto Cinema” che l’Area Cinema di Fondazione Sistema Toscana attua da oltre venti anni negli Istituti di Firenze, Prato ed Empoli. La proiezione del film è al centro delle attività educative in svolgimento negli istituti di detenzione della nostra Regione. La prima proiezione, promossa dal Garante dei Detenuti Franco Corleone, si è svolta il 3 luglio a Sollicciano, alla presenza del Direttore della stessa Casa Circondariale, Dr. Cacurri. Che unitamente agli altri soggetti istituzionali presenti hanno contribuito con la loro disponibilità e partecipazione, alla realizzazione  di un’impresa non certo scontata. Le prossime visioni del film saranno per giovedì 5 luglio alla Casa Circondariale di Pistoia e lunedì 9 alla Gozzini.

“Un’esperienza unica, condividere la proiezione di una pellicola altamente complessa per contenuti  e interpretazioni,  ascoltando al contempo i commenti che il film stimolava nei detenuti presenti ieri in sala – hanno detto Eros Cruccolini e Susanna Agostini – Donne e uomini che pur in carcere, conservano il desiderio di essere attivi protagonisti della propria esistenza, a prescindere dal dover scontare la pena detentiva. Persone che stanno vivendo sulla propria pelle l’esperienza devastante della reclusione. Spesso, come viene sottolineato anche nel film, la giornata carceraria si riduce a trascorrere le ore a guardare il soffitto della cella. Proprio i detenuti sono intervenuti al termine della rappresentazione, animando il dibattito al quale hanno partecipato Sveva Fedeli della Fondazione Sistema Toscana e Gloria Volpi produttrice del film. Dalla discussione è emersa la richiesta di poter dimostrare all’esterno cosa sono capaci di fare anche i detenuti di Sollicciano. Da anni, alcuni sono impegnati proficuamente nel gestire un laboratorio teatrale, che ha dato loro, in più occasioni, soddisfazioni che vorrebbero allargare. Hanno dunque chiesto di essere sottoposti all’osservazione di registi, come è accaduto al gruppo incarcerato a Rebibbia. Per affiancare al successo di questo primo film interpretato da detenuti, la conoscenza delle capacità artistiche di tante altre persone che, a Sollicciano come in altre carceri, attraverso l’impegno teatrale, cercano di liberarsi dall’oppressione dell’ambiente che li circonda. Gloria Volpi e Sveva Fedeli si sono impegnate ad essere presenti a settembre  ad uno spettacolo previsto a Sollicciano. L’appuntamento è un ultimo anello del faticoso percorso tracciato dalle istituzioni, allo scopo di ridare opportunità e speranze al dopo pena”. 

“Un ringraziamento speciale alle guardie carcerarie  - concludono Agostini e Cruccolini – che pur sotto organico del 32%, con il personale ridotto ai minimi termini, con la contemporanea presenza di più del doppio dei detenuti previsti nella casa circondariale, si sono impegnate per far partecipare tutti quelli che ne avevano fatto richiesta  alle due proiezioni svoltesi ieri. A margine dell’iniziativa  a Gloria Volpi, produttrice del film e amica personale dei due formidabili registi  Paolo e Vittorio Taviani, che hanno recentemente avuto l’indirizzo del Consiglio Comunale per  ricevere la Cittadinanza Onoraria di Firenze, abbiamo   chiesto di verificare e comunicare una disponibilità degli stessi per creare  un evento di vero sostegno  al cambiamento della qualità della vita e il rispetto dei diritti per coloro che stanno trascorrendo il buio periodo della reclusione per sconto pena giudiziaria”

Cesare deve Morire, il film dei fratelli Taviani vincitore dell'Orso d'oro all'ultimo festival di Berlino e vincitore ai David di Donatello del premio al miglior film e alla miglior regia, sarà visto dai detenuti di tre istituti di toscani. Il film è stato interamente girato all’interno del carcere di Rebibbia, dove i detenuti in regime di massima sicurezza hanno partecipato ad un laboratorio teatrale che mette in scena le opere di William Shakespeare. Durante le prove e l'allestimento del "Giulio Cesare", le vite degli attori/detenuti si sono intrecciate con quelle dei personaggi interpretati, in un gioco tra realtà e finzione, in cui il tema principale è quello della libertà. I laboratori teatrali sono stati condotti dal regista Fabio Cavalli, uno degli interpreti del film. Il film è stato concesso in esclusiva dalla Sacher Distribuzione di Nanni Moretti ed è prodotto, per Kaos Cinematografica, da Grazia Volpi, che sarà presente anche alle proiezioni del 5 e 9 luglio.

 

(fdr)