Città metropolitana, Giani: "Smentito decisamente l'orientamento verso l'area vasta, Governo indica chiaramente l'ambito della provincia di Firenze"
Questo l’intervento del presidente del consiglio comunale Eugenio Giani (PD)
“Il governo fa chiarezza sulla costituzione della città metropolitana, individuando al massimo l’attuale territorio della provincia come ambito del nuovo ente, e sgombrando il campo dall’astratta visione che individuava nella somma delle tre province Firenze-Prato-Pistoia la prospettiva del nuovo ente.
Abbiamo anche finalmente chiarezza e consapevolezza che a guidare la futura città metropolitana sarà fino alle prossime elezioni amministrative il sindaco del comune capoluogo, impegnando così l’intero consiglio comunale di Firenze a una visione più integrata con l’intero territorio provinciale.
A questo punto diventa davvero importante il consiglio comunale convocato per il 23 luglio, per il quale abbiamo effettuato stamattina i dovuti sopralluoghi, per mettere insieme per la prima volta nella storia nel Salone de’Dugento i rappresentanti del consiglio comunale e provinciale e a cui ritengo dovremo invitare anche i sindaci dei comuni che fanno parte dell’attuale provincia che dal 1° giugno 2013 si trasformerà in città metropolitana.
Ritengo che la città metropolitana costituirà un ente dotato di poteri ben più stringenti della provincia, in quanto ad essa sono attribuite competenze come la pianificazione urbanistica e delle grandi reti infrastrutturali, il coordinamento dei servizi pubblici, la mobilità e la viabilità e la promozione dello sviluppo economico-sociale.
Personalmente penso che il sindaco metropolitano debba essere stabilmente quello del comune capoluogo, in modo da evitare antagonismi come purtroppo anche in tempi recenti si sono evidenziati con il presidente della Provincia, mentre la stessa persona a capo del Comune di Firenze e contemporaneamente della città metropolitana può offrire stabilità e decisa capacità di indirizzo.
A questo punto si tratta davvero di accendere fortemente l’attenzione sul testo del decreto varato oggi dal governo, perché si tratta di una riforma istituzionale di grande effetto e rilevanza strategica per le dieci città italiane e il territorio delle loro attuali province”.
(fdr)