Rom, Collesei (Pd): "Il superamento del campo dell'Olmatello è esempio di civiltà"
"E' una buona notizia per la città di Firenze quella della chiusura del campo rom dell'Olmatello. E' una chiusura particolare perché non è derivata da sgomberi forzosi ma da un programma serio di integrazione e inclusione che parte da lontano". Lo dice la consigliera del Pd Stefania Collesei. "Il campo- spiega Collesei- esisteva già, ma il picco di presenze di rom all'Olmatello si verificò con l'ondata di arrivi dalla ex Jugoslavia nel 1999 , in quel momento si registravano oltre 300 presenze. All'epoca ero appena divenuta presidente del Quartiere 5 : si trattava di una vera e propria emergenza umanitaria. Da lì nacque la determinazione di affrontare il problema con metodo seguendo il filone dell'accoglienza : c'erano tanti bambini , bisognosi di tutto . Il Quartiere 5 con la collaborazione dell'Arci, della Madonnina del Grappa, della Comunità di Sant'Egidio, dell'Opera Nomadi approvò un piano che si sarebbe sviluppato negli anni successivi : istruzione, lavoro, alloggio. Insomma - pèrecisa Collesei- le cose che danno indipendenza e dignità. Da subito si iniziò a dare risposte all'emergenza alloggiativa sostituendo le roulotte con case mobili, poi abbiamo lavorato sulla scuola , sulle frequenze, l'accompagnamento coi pulmini dei bambini, poi la ricerca del lavoro per chi era abile : negli alberghi , al mercato ortofrutticolo, sui furgoncini,nella portineria del campo stesso per limitare nuovi accessi. Furono accompagnate le famiglie a fare le domande per la casa popolare.
A loro è stata richiesta collaborazione. Non si poteva fare sterile assistenzialismo, bisognava assumersi la responsabilità di far crescere la propria famiglia in un sistema di regole : pagare le utenze, l'affitto , usufruire correttamente del sistema sanitario . Non sempre è stato facile: questo popolo , che non ha mai dichiarato guerra a nessuno si chiudeva a volte nel suo sistema , spesso maschilista, sprezzante delle regole dei gagé. I risultati , sudatissimi, sono però arrivati via via. Dalla frequenza scolastica si passò alla qualità della frequenza scolastica. I bambini nascevano all'interno del campo, poi andavao a scuola. Qualcuno di loro riusciva ad andare oltre le medie. Nacque un squadra di calcio ed anche un gruppo di ballo : i Gypsi Boys , qualcuno recitò anche in una compagnia tatrale. Ci sono stati anche episodi di violenza, l'allontanamento forzoso di abusivi in collaborazione con le forze dell'ordine, incendi dovuti alla cattiva gestione, ma alla fine i nuclei che avevano raggiunto l'indipendenza economica cominciarono ad uscire dal campo. Ogni uscita era una conquista , un motivo di orgoglio per tutti , no all'assistenzialismo , si all'accoglienza. A metà 2009 , 10 anni dopo restavano al campo circa 70 persone. Il Quartiere 5 aveva cambiato presidente , ma l'opera di superamento del campo è proseguita : ed oggi 13 anni dopo si è arrivati alla chiusura. Non è né scontato né banale quello che è successo e il sindaco Renzi può essere orgoglioso di aver raccolto i frutti di un impegno collettivo. E' un esempio di come l'accoglienze paghi in termini di sicurezza e di civiltà . La gestione del campo è stata spesso oggetto di polemiche sui costi , i pulmini , il portierato , le case mobile ecc. ma sono orgogliosa e felice di aver contribuito a realizzare questo risultato. I rom dell'Olmatello sono fra noi, i loro figli sono nelle nostre scuole, sono avviati nel cammino dell'indipendenza economica , stanno realizzando progetti di vita , sono persone, sono nostri concittadini. Ne è valsa la pena". (lb)