Ataf, Collesei (Pd): "La vicenda degli esuberi è inquitetante"

La comunicazione della presidente della commissione Lavoro

"Si legge sui giornali che in Ataf ci dovrebbero essere 270 esuberi. La notizia per ora è virtuale , a noi non è dato di conoscere il piano industriale di Ferrovie. Ma se così fosse ci sarebbe davvero da preoccuparsi per la sorte di quei lavoratori. E ci sarebbe da riflettere sul fatto che , così come condotta , la privatizzazione di Ataf non ha garantito i lavoratori come invece ha chiesto a più voci, e in più occasioni, il Consiglio Comunale.
In ottobre si chiedeva di “tutelare i lavoratori”, a dicembre si chiedeva di tutelare il futuro di tutti i lavoratori, si è poi chiesto di inserire la clausola sociale, ma il presidente di ATAF Bonaccorsi dichiarava che non ce n’era bisogno che c’era già l’articolo 2112 a garantire i lavoratori. Se gli esuberi emergeranno dal piano industriale avremo a quel punto la conferma alle nostre convinzioni : che quello che ha detto Bonaccorsi non era vero. e che invece era indispensabile inserire la clausola sociale nel bando –capitolato per l’effettuazione della gara di vendita dell’ATAF . E mi dispiace constatare che anche l’assessore Mattei aveva dato analoghe rassicurazioni rispondendo ad una interrogazione , mentre ora sembra che 270 lavoratori siano di troppo ! La vicenda è inquietante , ed è a dir poco stucchevole il ritornello sulle responsabilità dei lavoratori sulla questione dei 10 minuti in più che avrebbero risolto i problemi : primo perché , conti alla mano i dieci minuti avrebbero cubato al massimo 1,2 milioni soltanto, secondo perché i sindacati erano disponibili a discutere questa possibilità se solo ne avessero avuto l’opportunità. Occorre almeno avere rispetto delle ansie dei lavoratori , peraltro di un settore che non ha ammortizzatori sociali come dichiarato da qualcuno che evidentemente non conosce appieno di che si sta parlando.  I sindacati intanto hanno diffidato chi acquista a non applicare la legge regionale 42 che riguarda il passaggio dei lavoratori da un’azienda all’altra"

 

(lb)