Domani è la Giornata mondiale del rifugiato, Agostini (Pd): "Tragici e allarmanti i dati del rapporto dell'Alto Commissariato Onu"

La presidente della commissione Pace: " Necessario che i governi si impegnino per il riconoscimento dei diritti civili e umani"

Sono 800mila le persone, in tutto il mondo, dichiarate 'rifugiate' e, in totale, 4,3milioni hanno dovuto lasciare il proprio paese d’origine. Dati allarmanti diretta conseguenze dei conflitti vecchi e nuovi: Iraq, Iran, Afghanistan, Libia, Egitto, Tunisia, Sudan, Somalia e Costa d’Avorio, per citare quelli mediaticamente più noti. Per l'Alto commissario dell'agenzia Onu, Antonio Guterres, le popolazioni costrette a migrazioni forzate hanno subito, e subiscono tuttora, “sofferenze di dimensioni memorabili”. Complessivamente il dato di esseri umani costretti a migrare si attesta nella sconvolgente cifra di 42,5 milioni di persone, di cui 15,4 milioni sono i rifugiati, 2,64 milioni gli sfollati e 895mila i richiedenti asilo. “Per citare i casi che interessano il nostro Paese da vicino- ha sottolineato la presidente della commissione Pace e Diritti umani Susanna Agostini- , nel 2011 almeno 1500 persone sono morte nel Mediterraneo tentando di raggiungere l’Europa dal Nord Africa: l’Italia si faceva distrarre dalle immagini di Lampedusa montate ad arte, e intanto in mare le carrette continuavano ad affondare o venivano respinte. Questi annegamenti non ebbero eco sui nostri media perché si trattò di pescherecci che vanno velocemente a fondo, insieme ai disperati che vi stanno a bordo, e non restano a galla per mesi, offrendosi all’obiettivo delle macchine fotografiche o cineprese”
Agostini riferisce poi un altro dato. “ Nel nostro Paese – spiega la presidente- accogliamo (se di accoglienza proprio si vuol parlare) complessivamente 58mila rifugiati che, sparsi per la penisola con i suoi 60milioni di abitanti, costituiscono un rapporto pari a un rifugiato ogni mille italiani. Se pensiamo che nel Nord Europa il rapporto sale a circa 4 rifugiati ogni mille abitanti, abbiamo gioco facile per smantellare la retorica razzista di certa classe politica nostrana. Quello che aumenta, e di tanto, in Italia, è il dato sulle domande di asilo: sono state 34mila nel 2011, con un incremento del 240%.. A detenere il titolo di Paese da cui è più alto il numero di persone costrette a migrare resta l’Afghanistan, con 2,7milioni di afghani rifugiati nel mondo; seguono Iraq (con 1,4milioni), Somalia (con 1,1milioni) e Sudan (mezzo milione). Quattro quinti dei rifugiati non riesce ad andare più lontano dei paesi limitrofi a quello di origine, e dunque si ritrova in economie in via di sviluppo con bassissimi redditi pro-capite, quali quelle di Iran, Pakistan, Kenya e Chad. Inutile ricordare che molti di questi migranti, fuggiti da zone di guerra, o perseguitati, si ritrovano spesso in condizioni di assoluta violazione dei diritti umani, in sfregio anche ai più basilari principi sanciti dalla Convenzione di Ginevra, che riconosce lo status di rifugiato (art.1). Unico dato utile – aggiunge Agostini- a sottolineare la positività dell'azione di accoglienza che emerge dal rapporto dell’ Unhcr è quello relativo agli sfollati: 3,2 milioni di persone sono riuscite a tornare a casa dopo la fine dei conflitti che interessavano i propri Paesi d’origine. È andata così in Libia dopo la caduta di Gheddafi, in Costa d’Avorio con la fine delle persecuzioni politiche che ha spinto quasi 140mila ivoriani a lasciare la Liberia in cui si erano rifugiati; e pare stia andando così anche in Iraq in cui, nel 2011, hanno fatto ritorno circa 67mila iracheni - in questo caso stimolati, da un lato, dai sussidi stanziati per agevolare i rimpatri, dall’altro dal conflitto che imperversa in Siria, paese che ha dato ospitalità a tantissime migliaia di iracheni già all’indomani dell’inizio della guerra di Bush”
 

(lb)