Imu, Pugliese (Pd): "Ma le modifiche delle rendite catastali sono state notificate ai cittadini?"
“Non voglio entrare nel merito della «necessità» di pagare una tassa sull'immobile; ciò che, invece, critico è la modalità del calcolo che, credo, entro la fine dell'anno ci porterà ad essere subissati di sanzioni perché il rischio è di aver calcolato l’Imu partendo da un dato non certo e non corretto”.
Lo afferma il consigliere comunale del Pd, Andrea Pugliese, proprio nel giorno di scadenza del pagamento dell’Imu.
“Grazie alla mia attività professionale - spiega Pugliese -, sono venuto a conoscenza di una situazione che potrebbe diventare un problema per molti cittadini. Come calcolare l'Imu lo sappiamo: rendita catastale moltiplicata per 5% (per rivalutare l'immobile) moltiplicata per 160 (coefficiente Imu) moltiplicata per 0,4% o 0,76% se si tratta di prima o seconda casa e questa percentuale varia in funzione del Comune nel quale l'immobile è ubicato. La preoccupazione, però, sta nel dato di partenza, cioè la rendita catastale, perché gli uffici del catasto, nel corso degli anni, possono aver modificato l’importo della rendita (per cambiamenti dell’urbanizzazione, per lavori effettuati nell’immobile e per tanti altri motivi) e pur essendo tenuti a notificarlo ai cittadini (ex legge n. 342 del 2000, articolo 74, fatta propria anche dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 12029 del 2009), l’hanno realmente fatto?”.
“Esistono programmi on-line che, a pagamento, forniscono visure e rendite catastali - continua -; i commercialisti, per stare al passo coi tempi, si sono dotati, sin dai tempi dell’Ici, di appositi programmi per leggere la posizione catastale del singolo utente ma quanti di noi, in buona, anzi, ottima fede, hanno preso la rendita catastale del contratto di compravendita e hanno inserito il dato in uno dei tanti programmi on-line (come quello presente anche sul sito del Comune di Firenze) o utilizzando la calcolatrice hanno calcolato l’Imu? Il problema è che questo dato potrebbe non essere quello giusto e la rivalutazione del 5% serve a compensare l’aumento del valore dell’immobile maturato nel corso degli anni e non variazioni di rendita catastale che gli uffici del catasto potrebbero avere compiuto all’insaputa dei cittadini”.
“Quello che temo possa succedere - conclude Pugliese - è che per calcolare il saldo dell’Imu gli uffici del catasto utilizzeranno i dati in proprio possesso e se, ad esempio per il signor Rossi, l’importo della prima rata sarà diverso perché calcolato su una rendita catastale non aggiornata, oltre al saldo arriverà anche la sanzione. Mi aspetto che si verifichi, prima di comminare la sanzione, che tale modifica catastale sia stata correttamente notificata al contribuente per non fare scattare la corsa al ricorso amministrativo alla commissione tributaria”. (edl)