Maggio musicale, Grassi : "Se si arrivasse al commissariamento della fondazione sarebbe la conferma della pessima gestione della coppia Renzi – Colombo negli ultimi anni"

"Lo scorso anno il TFR, quest'anno la cassa integrazione: come verrà gestita la Fondazione nel 2013?"

“Si dimetta la Sovrintendente e si discuta di come gestire la Fondazione del Maggio Musicale a partire dall'annualità 2013, indipendentemente dall'ultimo accordo sindacale del 5 giugno che se rappresenta una toppa all'emergenza, non riuscirà comunque a risolvere tutti i problemi della Fondazione”. Lo afferma il consigliere Tommaso Grassi. “Il Commissariamento, che ci appare sempre più vicino e certo,sarebbe la conferma della pessima gestione della coppia Renzi – Colombo negli ultimi anni – ha aggiunto –. Comprendiamo la preoccupazione dei lavoratori del Maggio che oggi erano presenti nel Salone de’ Dugento a seguire i lavori consiliari e accogliamo la loro protesta come un appello che hanno voluto rilanciare a tutta la Città perché ognuno possa adoperarsi per tutelare e salvaguardare la realtà della Fondazione del Maggio Musicale: lo scorso anno i dipendenti hanno rinunciato al loro TFR, quest’anno con l’ultimo accordo sindacale si è attivata la cassa integrazione per oltre la metà dei dipendenti, quindi ci domandiamo come verrà gestita la Fondazione nel 2013 e a cosa dovranno rinunciare i dipendenti per consentire la sopravvivenza della Fondazione lirico sinfonica”.
“Crediamo che il Comune e gli altri Enti pubblici debbano trovare prima ancora di una soluzione nel merito, una metodologia di lavoro con le rappresentanze sindacali, e difficilmente riteniamo che si possa addivenire ad una soluzione definitiva che possa mettere un freno alla crisi strutturale della Fondazione se non si cambia la dirigenza che gestisce la Fondazione -conclude Grassi –. Non si trovi poi in futuro la scusa del nuovo eventuale cqommissariamento e non si scarichi ogni responsabilità sulla futura gestione commissariale perché la causa principale del fallimento è rappresentata dalla gestione corrente degli ultimi anni che è riuscita a pareggiare i conti solo grazie all'incremento dei contributi pubblici, sia diretti come i contributi dei soci o indiretti come la cassa integrazione in deroga, e ai gravosi e pesanti sacrifici dei lavoratori della Fondazione”.

(fdr)