Saharawi, Il consiglio approva la sottoscrizione del Quaderno di obiettivi ed azione degli Enti locali italiani a tutela dei diritti umani

Via libera alla mozione della commissione Pace

Questo l'intervento della presidente della commissione Pace Susanna Agostini (Pd)

"Abbiamo partecipato sabato scorso alla Conferenza dal titolo “Il diritto ai Diritti Umani – Sahara Occidentale tra occupazione e autodeterminazione” nella sede della Provincia, all'iniziativa promossa Coordinamento Toscano della Repubblica del Saharawi, in collaborazione con la RASD - Repubblica Araba Saharawi  è intervenuto il Presidente Mohamed Abdellaziz.Oltre ad altri importanti testimoni della violenza del Marocco rivolta, dal 1975, verso il popolo Saharawi. Infatti il popolo Saharawi, dal 1975, vive una difficile situazione in seguito all’occupazione militare da parte del Marocco. Dopo una lunga e impari guerra - di cui i Saharawi stanno rispettando il cessate il fuoco - si è rifugiato per la maggior parte nel deserto algerino, dove partendo dalle tendopoli di trent’anni fa ha costruito villaggi, scuole, ospedali, per sopravvivere in attesa di un referendum per l’autodeterminazione, come stabilito dalle Nazioni Unite nel 1991, che si fa attendere da ormai troppo tempo. Ma se la situazione è difficile per i rifugiati che abitano nei campi in Algeria, ancora più gravi sono le continue violenze e soprusi che devono sopportare i Saharawi che hanno scelto o non hanno potuto lasciare la propria terra e sono rimasti nei territori occupati dai marocchini. Per partecipare attivamente all'evento la commissione Pace ha portato questa mozione per indirizzare il Sindaco ad una sottoscrizione immediata del Quaderno di obiettivi ed azione degli Enti locali a tutele dei diritti umani nel Sahara Occidentale. Oggi siamo ancora più intenzionati a sollecitare la sensibilizzazione dell’Unione europea e del Governo italiano affinché si facciano promotori di fronte alle Nazioni unite per la garanzia del rispetto dei diritti umani nei territori occupati e la modifica dello statuto della missione speciale MINURSO, unica missione Onu che non salvaguarda i diritti umani della comunità da difendere, affinché preveda una vera vigilanza sul rispetto dei diritti umani. dato che sabato scorso dalla Prefettura è stato fatto presente al convegno che il Presidente Mohamed Abdellaziz, dal Governo Italiano era considereto un rappresentante e non il Presidente della RDSD. Questa nuova posizione Italiana infonnde ulteriori preoccupazioni e ci sollecita a velocizzare sempre più le azioni positive che facciano giungere il Popolo Saharawi al compimento del diritti democratico all'autodeterminazione. Chiudo con le testuali parole, dunque, del Presidente della Rasd Mohamed Abdellaziz: "Dal 1975 tutte le decisioni delle ONU che prevedevano il referendum per l’autodeterminazione sono state ignorate dal Marocco – ha detto il Presidente -. Contro questi continui ostacoli noi chiediamo che la comunità internazionale riconosca la Rasd per farla entrare a far parte delle Organizzazioni delle Nazioni Unite come ha già fatto nel 1983 la organizzazione delle Comunità Africane"

(lb)


 

 

 

 

Si allega la mozione
MOZIONE
Oggetto: Quaderno di obiettivi ed azioni degli Enti Locali italiani a tutela dei diritti umani della popolazione saharawi nel Sahara occidentali occupati.
Proponente: Commissione Pace
CONSIDERATO
- Che tra la Città di Firenze e la città di El Aaiun è sempre vivo il gemellaggio firmato in data 4 marzo 1995, approvato con deliberazione n. 417/96 “Patto di amicizia e gemellaggio con la città di Aaiun – Repubblica Araba Saharawi Democratica”.
- Che la Commissione pace ha incontrato nella seduta del 3 aprile 2012 Ahmed Brahim Ettanji, esponente della resistenza saharawi e membro dell’Associazione Equipo Mediatico. Associazione con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e i decisori pubblici stranieri in merito alle sofferenze inflitte alla popolazione saharawi dall’esercito marocchino e le ripetute violazioni dei diritti umani da parte di quest’ultime.
- Che il Sahara occidentale, ex colonia spagnola, avrebbe dovuto, secondo le deliberazioni della Corte internazionale dell’Aja e delle numerose risoluzioni dell’ONU, esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione, fin dal 1975;
- Che il territorio fu invaso e occupato dal Marocco nel 1975 con la cosiddetta marcia verde.
- Che, a seguito di tale invasione, parte della popolazione fu costretta a fuggire, sotto i bombardamenti dell’aviazione marocchina, verso l’Algeria dove vive da allora in campi di rifugiati nel deserto inospitale di Tindouf.
- Che, dalla data dell’occupazione, permane uno stato di forte repressione nei confronti della popolazione Saharawi rimasta dei territori occupati. Di svariate centinaia di persone arrestate dalle autorità marocchine, non si hanno più notizie.
- Che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite con la risoluzione n. 690 del 29 aprile 1991 stabiliva il prossimo svolgimento di una consultazione popolare per l’autodeterminazione del popolo saharawi da celebrarsi l’anno seguente. Tale referendum non ha mai avuto luogo a causa della politica intransigente del Governo di Rabat.
- Che lo stesso Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite , con la stessa risoluzione, istituì la MINURSO, acronimo che sta per “Missione speciale delle Nazioni unite per l’attuazione del referendum di autodeterminazione per i Saharawi”.
- Che le regole d’ingaggio della MINURSO non contemplano la vigilanza sul rispetto dei diritti umani nel Sahara occidentale occupato dal Marocco.
- Che la MINURSO è l’unica missione al mondo a non prevedere tale tutela nei confronti della popolazione locale.
PRESO ATTO
- Che dal settembre 1999 si susseguono manifestazioni di protesta nel Sahara occidentale alle quali il Governo marocchino risponde con sistematiche repressioni.
- Che tali repressioni hanno colpito anche le organizzazioni locali per la tutela dei diritti umani.
- Che il Governo di Rabat, nel novembre 2010, ha represso violentemente la protesta dei Saharawi al Campo della dignità di Gdeim Izik uccidendo un numero imprecisato di persone e incarcerandone molte altre. Tra queste di alcuni sono state perse le tracce.
- Che successive rapporti di Amnesty International e dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i diritti umani (UNCHR) hanno certificato tali violazioni dei diritti umani da parte della autorità marocchine.
- Che molti sono i rappresentanti nazionali e internazionali che si sono espressi a sostegno del diritto internazionale e del diritto all’autodeterminazione del popolo Saharawi, tra cui, recentemente, il primo ministro francese Jean-Marc Ayrault.

SI INVITA IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE
A sottoscrivere il Quaderno di obiettivi ed azione degli Enti locali italiani a tutela dei diritti umani della popolazione saharawi nel Sahara occidentale occupato presentato nella Conferenza “Il diritto ai Diritti Umani – Sahara Occidentale tra occupazione e autodeterminazione” del 16 giugno 2012, organizzata dal Coordinamento toscano a sostegno della repubblica Saharawi e dalla Provincia di Firenze, con la presenza del Presidente della RASD - Repubblica Araba Saharawi Democratica, Mohamed Abdelaziz.

Il Quaderno si propone i seguenti scopi:
- La denuncia delle violazione dei diritti umani nel Sahara occidentale da parte del Marocco.
- La sensibilizzazione dell’Unione europea e del Governo italiano affinché si facciano promotori di fronte alle Nazioni unite per la garanzia del rispetto dei diritti umani nei territori occupati.
- La modifica dello statuto della missione speciale MINURSO affinché preveda la vigilanza sul rispetto dei diritti umani.
E soprattutto:
- La regolare organizzazione di visite di rappresentanti di Enti locali, Istituzioni e Organizzazioni nelle zone occupate.