Movida, Agostini (Pd): " Bene che sia riconsiderato il ruolo del Consiglio comunale sulla questione"

Questo l'intervento della consigliera del Pd Susanna Agostini sulla Movida. "E' vero che da tempo l'amministrazione sta ragionando di come governare un fenomeno che riguarda quasi tutte le Città. In particolare quelle Città come Firenze, dove nel centro storico si moltiplicano vorticosamente le quantità di locali, non solo bar, che favoriscono il permanere in strada degli avventori fino all'alba. Il tema può essere tratttato da molti punti di vista, ciascuno può scegliere l'approccio al divertimento, alla cultura, alla libertà di vivere differenti comportamenti e stili di vita. Le istituzioni però non possono e non devono essere di parte e quindi è indispensabile che nell'armonia e coesione sociale, la scelta ricada nel non frammentare in stereotipi o categorie i bisogni, che se così trattati diventatano contrapposti.  Sono dunque soddisfatta, del punto di congiunzione travato col patto per la notte, esposto dal vicesindaco Dario Nardella lunedì in consiglio comunale.  Mi aspetto ora che arrivi l'atto alla discussione vera, quella del modello culturale che Firenze intende mostrare a tutti i cittadini.  Non ci sono anziani che odiano il chiasso, non ci sono giovani che desiderano essere incentivati in messaggi negativi per la propria salute attraverso sollecitazioni sottocosto per abusi di somministrazioni nocive. Non dobbiamo salvaguardare il sonno ma la qualità della vita di tutti, delle persone che amano vivere Firenze di giorno e di notte.Meno divieti e più prevenzioni!
Per questo motivo auspico una serena discussione consiliare, che lasci alle spalle le motivazioni giudiziarie per le quali quest'ultimo percorso è stato intrapreso. Ricordava Nardella, un protocollo datato quasi un anno fa, agli esercenti non era bastato, purtroppo! Finalmente un patto utile a stabilire nuove scelte e nuovi modelli di prevenzione e sorveglianza. In una parola sintetizzo "la politica deve arrivare prima della polizia" obiettivo raggiungibile attraverso il rispetto reciproco di tante relatà e comunità diverse che sanno di poter condividere una meraviglioso spazio. La nostra Città. Voteremo volentieri la delibera che conterrà il patto sottoscritto da abitanti, esercenti, oltre che, sarebbe auspicabile, altri soggetti coinvolti come testimoni diretti, vedi quadrifoglio e tutte le emergenze per meglio conoscere la sicurezza reale e l'insicurezza percepita. Sopratutto è necessario che la sottoscrizione non riguardi esclusivamente locali e persone che hanno avuto conflitti o querelle, ma riguardi davvero tutti i cittadini e tutti gli esercenti in tutte le strade e le piazze. Non solo via Verdi e via dè Benci. Altrimenti anche il ruolo avuto dall'amministrazione nella motivata ripresa delle attività sospese, potrebbe essere interpretata come frammentazione della questione e non approccio di sistema ad un più complessivo stato di disagio della cittadinanza"

(lb)