Massacro in Siria, la commissione Pace chiede di listare a lutto la bandiera di Firenze esposta a Palazzo Vecchio
La drammatica situazione in Siria e i diritti umani nel Sahara occidentale . Questi i temi affrontati questa mattina durante la riunione della commissione pace guidata da Susanna Agostini (erano presenti i Eros Cruccolini, Bianca Maria Giocoli, Massimo Pieri , Salvatore Scino, Mario Tenerani, Maria Federica Giuliani, Massimo Sabatini, Andrea Vannucci)
“Non possiamo restare in silenzio – hanno detto tutti i commissari- di fronte al quotidiano massacro di vittime innocenti in Siria. Insieme abbiamo deciso di inviare al sindaco Matteo Renzi una specifica richiesta di listare a lutto la bandiera di Firenze esposta a Palazzo Vecchio, pubblicizzare alla stampa i motivi umanitari di questo lutto e mantenere alta quest'attenzione anche durante le manifestazioni del calcio storico fiorentino che, come sappiamo, hanno risonanza e visibilità internazionale”. Per quanto riguarda i diritti umani nel Sahara occidentale la commissione Pace ha discusso ed approvata la mozione di commissione per l'adesione del Comune di Firenze al Quaderno di obiettivi ed azione degli Enti locali a tutele dei diritti umani nel Sahara Occidentale tra occupazione e autodeterminazione che alcuni obiettivi fra cui la denuncia delle violazione dei diritti umani nel Sahara occidentale da parte del Marocco; la sensibilizzazione dell’Unione europea e del Governo italiano affinché si facciano promotori di fronte alle Nazioni unite per la garanzia del rispetto dei diritti umani nei territori occupati e la modifica dello statuto della missione speciale MINURSO affinché preveda la vigilanza sul rispetto dei diritti umani. “Sabato prossimo - ha concluso la presidente Agostini - porteremo questo atto all'iniziativa della Provincia e chiederemo alla presidenza del consiglio che lunedì possa essere votato e data l'unanimità auspichiamo approvata in consiglio comunale". (lb)
Si allega la mozione
MOZIONE
Oggetto: Quaderno di obiettivi ed azioni degli Enti Locali italiani a tutela dei diritti umani della popolazione saharawi nel Sahara occidentali occupati.
Proponente: Commissione Pace
CONSIDERATO
- Che tra la Città di Firenze e la città di El Aaiun è sempre vivo il gemellaggio firmato in data 4 marzo 1995, approvato con deliberazione n. 417/96 “Patto di amicizia e gemellaggio con la città di Aaiun – Repubblica Araba Saharawi Democratica”.
- Che la Commissione pace ha incontrato nella seduta del 3 aprile 2012 Ahmed Brahim Ettanji, esponente della resistenza saharawi e membro dell’Associazione Equipo Mediatico. Associazione con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e i decisori pubblici stranieri in merito alle sofferenze inflitte alla popolazione saharawi dall’esercito marocchino e le ripetute violazioni dei diritti umani da parte di quest’ultime.
- Che il Sahara occidentale, ex colonia spagnola, avrebbe dovuto, secondo le deliberazioni della Corte internazionale dell’Aja e delle numerose risoluzioni dell’ONU, esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione, fin dal 1975;
- Che il territorio fu invaso e occupato dal Marocco nel 1975 con la cosiddetta marcia verde.
- Che, a seguito di tale invasione, parte della popolazione fu costretta a fuggire, sotto i bombardamenti dell’aviazione marocchina, verso l’Algeria dove vive da allora in campi di rifugiati nel deserto inospitale di Tindouf.
- Che, dalla data dell’occupazione, permane uno stato di forte repressione nei confronti della popolazione Saharawi rimasta dei territori occupati. Di svariate centinaia di persone arrestate dalle autorità marocchine, non si hanno più notizie.
- Che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite con la risoluzione n. 690 del 29 aprile 1991 stabiliva il prossimo svolgimento di una consultazione popolare per l’autodeterminazione del popolo saharawi da celebrarsi l’anno seguente. Tale referendum non ha mai avuto luogo a causa della politica intransigente del Governo di Rabat.
- Che lo stesso Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite , con la stessa risoluzione, istituì la MINURSO, acronimo che sta per “Missione speciale delle Nazioni unite per l’attuazione del referendum di autodeterminazione per i Saharawi”.
- Che le regole d’ingaggio della MINURSO non contemplano la vigilanza sul rispetto dei diritti umani nel Sahara occidentale occupato dal Marocco.
- Che la MINURSO è l’unica missione al mondo a non prevedere tale tutela nei confronti della popolazione locale.
PRESO ATTO
- Che dal settembre 1999 si susseguono manifestazioni di protesta nel Sahara occidentale alle quali il Governo marocchino risponde con sistematiche repressioni.
- Che tali repressioni hanno colpito anche le organizzazioni locali per la tutela dei diritti umani.
- Che il Governo di Rabat, nel novembre 2010, ha represso violentemente la protesta dei Saharawi al Campo della dignità di Gdeim Izik uccidendo un numero imprecisato di persone e incarcerandone molte altre. Tra queste di alcuni sono state perse le tracce.
- Che successive rapporti di Amnesty International e dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i diritti umani (UNCHR) hanno certificato tali violazioni dei diritti umani da parte della autorità marocchine.
- Che molti sono i rappresentanti nazionali e internazionali che si sono espressi a sostegno del diritto internazionale e del diritto all’autodeterminazione del popolo Saharawi, tra cui, recentemente, il primo ministro francese Jean-Marc Ayrault.
SI INVITA IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE
A sottoscrivere il Quaderno di obiettivi ed azione degli Enti locali italiani a tutela dei diritti umani della popolazione saharawi nel Sahara occidentale occupato presentato nella Conferenza “Il diritto ai Diritti Umani – Sahara Occidentale tra occupazione e autodeterminazione” del 16 giugno 2012, organizzata dal Coordinamento toscano a sostegno della repubblica Saharawi e dalla Provincia di Firenze, con la presenza del Presidente della RASD - Repubblica Araba Saharawi Democratica, Mohamed Abdelaziz.
Il Quaderno si propone i seguenti scopi:
- La denuncia delle violazione dei diritti umani nel Sahara occidentale da parte del Marocco.
- La sensibilizzazione dell’Unione europea e del Governo italiano affinché si facciano promotori di fronte alle Nazioni unite per la garanzia del rispetto dei diritti umani nei territori occupati.
- La modifica dello statuto della missione speciale MINURSO affinché preveda la vigilanza sul rispetto dei diritti umani.
E soprattutto:
- La regolare organizzazione di visite di rappresentanti di Enti locali, Istituzioni e Organizzazioni nelle zone occupate.