L'assessore Giachi: «Il piano turistico cittadino fu abolito dal consiglio comunale nel 2003»

«Il piano turistico cittadino fu abolito dal consiglio comunale nel 2003».Lo ha ricordato l’assessora Cristina Giachi replicando al consigliere Tommaso Grassi.
«Il piano – ha aggiunto – fu approvato con delibera consiglio 605/119 del 29 aprile 1999 e si riferiva al periodo 1999-2005. Ogni tre anni l’amministrazione ha provveduto a sottoporre a verifica la sua applicazione. Nel 2003, in fase di monitoraggio, emerse che lo strumento stava perdendo la sua efficacia, in quanto le soglie di programmazione previste risultavano anzitempo sature e si rendeva necessario approfondire l’analisi per verificare e confrontare lo strumento con le tendenze evolutive del settore nell'area fiorentina e con il trend della ricettività negli altri poli di attrazione turistica italiani».

«Fu quindi stabilito con delibera di consiglio 364/142 del 22 dicembre 2003 – ha spiegato Cristina Giachi – che nel 2005, a scadenza del piano, non si sarebbe proceduto alla elaborazione e approvazione di un nuovo strumento di settore, ormai non rispondente alle mutate esigenze, ma sarebbe stato utilizzato lo strumento ordinario di pianificazione urbanistica, che vedeva nel piano strutturale la sua più completa definizione».
«Si stabiliva inoltre – ha proseguito l’assessore al turismo – che nelle more dell’approvazione del piano strutturale, la fase transitoria dopo la chiusura del vecchio piano turistico, sarebbe stata regolata attraverso una ‘disciplina di settore’. Si tratta di ben altra cosa rispetto ad un piano di settore visto che nel ‘piano’ si danno numeri massimi relativi alle attività che possono essere presenti nelle diverse aree mentre con la ‘disciplina’ si pongono criteri che limitano la possibilità di incremento delle strutture, individuando aree sature e aree libere, requisiti di qualità e servizi».

«Questo passaggio – ha sottolineato – ha comportato anche che tutto il tema della pianificazione nel settore delle strutture ricettive sia passato totalmente nelle competenze dell’urbanistica».
«Con delibera consiglio 36 del 22 giugno scorso – ha proseguito l’assessore al turismo – è stato approvato il piano strutturale nel quale si sottolinea espressamente che, ai sensi della LR 1/2005, successiva alla delibera del 2003, il piano strutturale non sia ‘lo strumento idoneo dove possa trovare collocazione l’adeguata pianificazione dello sviluppo della ricettività, che potrà eventualmente essere oggetto invece del regolamento urbanistico’.
In sostanza il piano strutturale rinvia al regolamento urbanistico e nelle more di approvazione di quest’ultimo, da un lato da indicazioni di indirizzo, tra le quali la salvaguardia della residenza, e dall’altro proroga il regime dettato dalla vigente disciplina di settore».

«Attualmente – ha concluso Cristina Giachi – è in corso l’approvazione dal parte del consiglio di una delibera proposta dalla direzione urbanistica, che prevede una integrazione alla disciplina di settore vigente, che favorisca il solo ‘completamento’ delle strutture, cioè la possibilità di ampliare strutture ricettive esistenti fino ad adibire a tale funzione l'intero edificio, dove attualmente magari occupano solo un piano. 
Inoltre sulla base alle recenti norme introdotte dal governo Monti, che vanno nella direzione della liberalizzazione, non potremmo neanche immaginarci di ripristinare un regime che stabilisce sbarramenti e soglie numeriche. Se con il regolamento urbanistico riusciremo a controllare il territorio e lo sviluppo indiscriminato delle attività produttive, sarà già tanto, e i criteri dovranno limitarsi alla tutela paesaggisitica ed ambientale e non a logiche corporative». (fn)