Patto di stabilità, Pieri (Udc): «Il neo assessore Petretto inciampa sul primo scalino»

L'esponete dell'opposizione: «già adotta nel 2010 dalla giunta Renzi la proposta di cessione del credito alle banche delle imprese creditrici del Comune»

«Benvenuto, caro professore, nel mondo della politica e dell’amministrazione. Nel mio intervento al suo insediamento, lunedì scorso, le avevo chiesto di sapere quanto costa un panetto di burro o un litro di latte. E, soprattutto, di non stupirci con ‘effetti speciali’. Oggi abbiamo appreso che ha lanciato la proposta per la cessione del credito alle imprese. Forse non sa, però, che il suo predecessore Angelo Falchetti, l’ottimo presidente di Mercafir, aveva già messo nero su bianco quella che lei avanza come soluzione geniale». E’ quanto ha dichiarato il consigliere Massimo Pieri (Udc) a proposito «della proposta, avanzata dall’assessore al bilancio Alessandro Petretto, per la ‘cessione del credito’».
«La delibera adottata dalla giunta nell’ottobre del 2010 su proposta dell’assessore Falchetti – ha ricordato Pieri - prevede che il Comune certifichi il credito alle imprese che lo richiedono. Con il certificato, quindi, le imprese otterranno immediatamente l’incasso dalla banche».
«Caro professore – ha proseguito il consigliere dell’Udc – ma è così difficile tener conto di quello che l’amministrazione ha fatto neanche due anni fa? Prima di sbandierare proposte ‘miracolose’ non era meglio studiarsi gli atti e delibere più importanti della giunta Renzi? Se fossi chiamato al posto di José Mourinho sulla panchina del Real Madrid prima di avanzare di ‘innovative’ soluzioni per vincere la Champions League mi studierei bene quello che il mio predecessore ha fatto, nel bene e nel male, durante la sua gestione».
«C’è poi un problema – ha rilevato Massimo Pieri – è ragionevole che il Comune si faccia finanziare indirettamente dalle banche per non indebitarsi sul mercato? Il Comune si sta comportando esattamente come una grande azienda: strangola, per colpa del patto di stabilità, i propri fornitori, allungando a dismisura tempi di pagamento. E poi chiama a raccolta le banche per chiedere che paghino al suo posto le imprese creditrici».
«Che ne sarà dei piccoli artigiani e imprenditori che non lavorano per il Comune? – si è domandato Pieri – per loro l’accesso al credito sarà garantito con gli stessi parametri degli altri? E, infine, è giusto privilegiare il Comune rispetto alle imprese del territorio? La soluzione della delibera Falchetti, rilanciata dall’assessore Petretto, è una procedura assolutamente corretta, usata ampiamente soprattutto in America negli anni passati. Però è legata anche a ‘sinistri’ ricordi: proprio l’abuso di questa pratica, usata in America soprattutto nel caso dei mutui-casa che le banche si vendevano fra di loro, ha portato all’esplodere della bolla speculativa».
«Se le banche devono ‘finanziare’ le spese del Comune, e a questo punto ci piacerebbe sapere quali sono – ha concluso – avranno poi risorse necessarie a investire nell’economia del territorio?». (fn)