Situazione economico finanziaria e 54 delibere 'fuori sacco', Grassi : "Le parole del sindaco non ci convincono. Sono menzogna, mezza verità o sono la verità ?"

"Richiediamo trasparenza politica nei confronti del Consiglio comunale: il patto di stabilità è già sforato?"

“Chiediamo chiarezza al Sindaco sulle 54 delibere e sui conti a rischio del Comune, visto che le parole di lunedì in aula non ci convincono e la sua parola d’onore non ci tranquillizza affatto: non vorremmo che la verità emergesse all’improvviso cogliendo impreparati la città e i suoi amministratori – afferma il consigliere Tommaso Grassi –. Se le parole del Sindaco non sono menzogne, sicuramente però non dicono neppure tutta la verità: piuttosto sono una mezza verità come sembra apparire dall’analisi che abbiamo condotto in questi giorni e da cui emerge una approvazione almeno inopportuna e misteriosamente frettolosa delle 54 delibere a cui va sommato un parere contabile degli uffici estremamente generico e parziale, il quale fa trapelare uno scenario allarmante sull’attuale rispetto del patto di stabilità e sulle reali intenzioni dell’Amministrazione sui conti economici”.
“Già adesso che sono passati pochi giorni dalla lettera dell’ex-assessore Fantoni sul rischio della situazione economico finanziaria del Comune e sui dubbi di regolarità delle 54 delibere di Giunta ‘fuori sacco’, sembra che si sia già girato pagina e che non sia mai successo nulla. Invece dalla documentazione visionata presso la Segreteria Generale si è appreso che la seduta di Giunta a cui sono state iscritte le 54 delibere fuori sacco si è svolta alle 21.30, dopo che la prima convocazione delle 17.30 era stata modificata: quale era la necessità di portare obbligatoriamente le delibere in quella seduta, peraltro tutte contemporaneamente e con la Giunta a quell’ora tarda ? Qual era la fretta che ha obbligato gli uffici a redigere un parere contabile che, come abbiamo potuto constatare dalla documentazione ufficiale, è arrivato alle 17.26, in cui peraltro si faceva presente che ancora non tutte le delibere erano state inviate alla ragioneria e visionate? – ha aggiunto l’esponente dell’opposizione –. Oltre agli aspetti discutibili della procedura adottata e di una possibile irregolarità, che potrebbe sorgere leggendo l’articolo 49 del TUEL che recita che ‘i pareri sono inseriti nella deliberazione’, e considerando che ciò non si è potuto verificare in quanto l’unico parere fornito dagli uffici non poteva essere valido per tutte le delibere poiché non teneva conto della fonte di finanziamento della singola opera e in quanto i testi si ammetteva erano stati solo parzialmente visionati dal tecnico, ci preoccupano le condizioni del bilancio comunale rispetto alla tenuta dei conti. Infatti dal parere rilasciato dagli uffici sulle delibere si legge che non sarebbero potuti essere effettuati i pagamenti delle opere approvate in quel momento dalla Giunta prima dell’annualità 2014: il Sindaco Renzi quindi avrebbe chiesto alle ditte che avrebbero lavorato e aperto i cantieri nei prossimi mesi di non ricevere i pagamenti fino al 2014, proprio a causa del patto di stabilità. Si è reso conto che questa decisione assunta dall’attuale Amministrazione vincolerà economicamente la Giunta e il Consiglio che amministrerà nella prossima legislatura limitandone, per riallineare i pagamenti, la possibilità di realizzare altri investimenti? Questa è secondo noi la dimostrazione della veridicità delle preoccupazioni dell’ex-assessore Fantoni, peraltro chiaramente espresse nella lettera indirizzata il 24 maggio al sindaco e in cui si richiamava l’amministrazione a coordinare e a ponderare con attenzione le scelte da compiersi in campo economico. Crediamo che sia con le 54 delibere che con l’ulteriore richiesta, fatta durante la riunione dei 100 luoghi, di accelerare la progettazione e la realizzazione delle opere, il Sindaco si stia preparando a sforare il patto di stabilità senza dire nulla al Consiglio comunale: pensa di comunicarci la reale situazione dei conti e darci notizia delle sue intenzioni o piuttosto vuol far trovare il Consiglio di fronte alla scelta già compiuta, con i conti fuori dal patto e senza un preciso piano di rientro temporale nel patto ? E’ disponibile a fare un dibattito in Consiglio trasparente o siamo già oltre e non ci possiamo più bloccare ? Questo vorremmo sapere dal Sindaco e perché no, anche dal neo assessore al bilancio che ha già prontamente dichiarato che i conti sono a posto e che seguirà le indicazioni del Sindaco. Noi non siamo certo innamorati del vincolo del patto di stabilità e crediamo che possa essere valutata la possibilità di sforare il patto imposto dallo Stato, ma questa deve essere una scelta ponderata in base alle esigenze della città e non indotta da altre motivazioni come ad esempio il bisogno di visibilità del sindaco in vista delle primarie. Andare fuori dal patto di stabilità non significa solo ridurre lo stipendio del sindaco e degli assessori e i gettoni dei consiglieri, cosa che se potesse da sola risolvere i problemi, avremmo già proposto, ma significa esporre i conti del Comune ad un alto rischio su assunzioni, trasferimenti e investimenti: quindi la scelta va prima ponderata adeguatamente e contraddistinta da trasparenza e chiarezza, poiché oltre al beneficio indiscutibile riguardo alla possibilità di maggior pagamento, vi sono da considerare anche i pesanti tagli che indiscutibilmente si riverserebbero sulla città e sui fiorentini”.
“La chiarezza è quello che chiediamo per poterci ancora fidare delle parole del Sindaco, visto che chiama in causa la parola d'onore, ma considerata la mancanza di trasparenza e il silenzio da parte sua sul rispetto del patto e i dubbi sul valore del parere contabile rilasciato sulle delibere crediamo che quanto detto da Renzi in aula lunedì scorso non possa ritenersi più di una mezza verità - conclude Grassi –. A breve temiamo che i fiorentini se ne accorgeranno sulla loro pelle di come si è giocato sul bilancio del Comune per incrementare la visibilità del sindaco a livello nazionale: ci auguriamo solo che il Consiglio e la città se ne possano accorgere prima che Renzi sia già da qualche altra parte, casomai a Roma, non potendo più risponderne politicamente con i propri concittadini”.

(fdr)