"Il matrimonio misto", seconda giornata di studi in Palazzo Vecchio organizzata dalla commissione Pari opportunità e dall'Ordine degli Avvocati
Matrimonio misto. Se ne è parlato questo pomeriggio durante la seconda giornata di studi nel Salone dei Duecento (la prima si è svolta il 22 maggio) sul “Matrimonio e …dintorni” organizzata dalla commissione Pari opportunità e dal Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Firenze. Questo pomeriggio erano presenti la presidente della commissione Maria Federica Giuliani (Pd) insieme ai membri della commissione Pari opportunità (la vice presidente Nicoletta Gullace Tarantelli, Susanna Agostini, Bianca Maria Giocoli, Francesca Nannelli, Ginevra Cerchiai, Chiara Moretti, Maria Grazie Internò, Rosanna Pilotti, Teresa Tranchina), la vice presidente del Comitato pari Opportunità Raffaella Bigozzi e alcuni esperti del settore fra cui il professore Alessandro Simoni, lo psicologo Roberto Locchi. “Mai come in questi anni – ha detto la presidente Giuliani- , il matrimonio è divenuto lo specchio dei cambiamenti profondi della nostra società, il trend dell’ultimo decennio riguardo ai matrimoni evidenzia come che si celebrano meno matrimoni e con sposi in età avanzata, il rito è prevalentemente quello civile, molti i secondi matrimoni e appunto numerosi i matrimoni dove uno dei due coniugi è di nazionalità non italiana.Una delle novità più interessanti che è emersa nell’ultimo decennio- ha proseguito Giuliani- nell’ambito delle ricerche sui comportamenti familiari in Italia, è proprio quella relativa alle coppie in cui uno dei due sposi o entrambi sono di cittadinanza straniera. Nelle coppie miste, secondo i dati, la tipologia più frequente è quella in cui lo sposo è italiano e la sposa è straniera; questo tipo di matrimoni riguarda il 7,2% del totale a livello medio nazionale (16.559 nozze celebrate nel 2009), con punte del 9,9 nel Nord-est. Mentre le italiane che hanno scelto un partner straniero sono state solo 4.798 nel 2009 (solo il 2,1% del totale delle spose). Nel primo caso, gli uomini italiani che sposano una straniera, “scelgono” dice l’Istat!, si accompagnano sarebbe più corretto dire, nel 15,5% dei casi una cittadina romena, nel 10,2 un’ucraina e nel 9 una brasiliana. Le unioni dove le donne italiane si coniugano con stranieri, vede invece più spesso uomini d’origine nordafricana, per lo più provenienti da Marocco (20,2%), Tunisia (8,2) e Egitto (4,4). Seguono i cittadini albanesi (8,2)”. Raffaella Bigozzi ha sottolineato come i matrimoni misti “sono una realtà in crescita continua. I matrimoni fra stranieri e italiani si sono triplicato negli ultimi 10 anni. Nel 2004 le coppie miste sposate – ha spiegato Bigozzi- in Italia hanno superato quota 200mila (nel 91 erano appena 65mila) e i dati non ufficiali parlano di oltre 600mial coppie miste se ai matrimoni sommiamo le coppie di fatto con un partner straniero”. Giuliani ha concluso dicendo che “a parte i dati che sono stati offerti alla discussione che evidenziano la particolarità di tale unioni, soprattutto in senso numerico e di scelta maggiormente preferita dagli uomini, tanti e difficili da declinare sono i risvolti e le implicazioni sociali che sottintendono ad una tale scelta, per le tensioni implicite nel rapporto di coniugo” (lb)