"Nomina presidente Sas, Grassi : "Illegittima se era consulente dell'azienda al momento del conferimento dell'incarico. Le giustificazioni del Comune non ci convincono"
“La risposta all’interrogazione che abbiamo ricevuto lunedì durante il Consiglio comunale avrebbe potuto confermare o smentire la possibilità che il Presidente della società Servizi alla Strada fosse, il 23 dicembre nel momento della nomina da parte del Sindaco, in una delle condizioni di incompatibilità previste dalla normativa comunale, ma nella risposta sono stati omessi i nomi e cognomi di coloro a cui sono stati conferiti gli incarichi. Lo afferma il consigliere Tommaso Grassi “Se infatti fosse confermato, come sembrano provare le informazioni assunte dal sito internet dell’azienda ad inizio anno, che l'attuale Presidente era consulente dell'azienda al momento della sua nomina, allora nella proposta di candidatura a Consigliere della società, di cui ci è stata fornita copia, sarebbe contenuta una dichiarazione falsa, di conseguenza ci sarebbe stata una omessa verifica da parte del Comune, e l'atto di nomina firmato dal Sindaco sarebbe completamente illegittimo, comportando quindi inevitabilmente la decadenza e le dimissioni del Presidente dell'azienda partecipata – ha continuato Grassi –.
L'immotivata mancata indicazione nella risposta all'interrogazione dei nominativi dei soggetti a cui sono stati conferiti gli incarichi, sembrerebbe confermare i dubbi che abbiamo sempre nutrito, ovvero che non si trattasse di sola omonimia quella tra l'attuale Presidente e il consulente del lavoro dell'azienda Servizi alla Strada con contratto fino al 31 dicembre. Ancor più sorprendente è il comunicato di ieri emesso dal Comune di Firenze in cui si ammette che l’attuale Presidente sarebbe stato consulente per SaS nel 2011 ma avrebbe terminato il suo contratto prima della nomina: allora ci chiediamo, come mai le ore a disposizione non sono state distribuite nel corso dell’intero anno? Chi ha curato le buste paga dei dipendenti dell’azienda, motivo di uno dei due contratti di consulenza, dal momento della conclusione del rapporto di collaborazione esterna fino al mese di dicembre 2011, visto che non risultano nuove spese per la consulenza? Come mai questo incarico non risulta essere stato espressamente dichiarato nel momento della candidatura a Consigliere della società nonostante fosse necessario esplicitare nel curriculum eventuali incarichi assunti in precedenza presso le aziende private o pubbliche? Ma soprattutto, se l'intera vicenda era tutta così trasparente e chiara, perché non sono mai stati consegnati né a noi né ad altri Consiglieri comunali, né con richieste d’accesso né con interrogazioni consiliari, i documenti ufficiali che potessero attestare inequivocabilmente tali condizioni e affermazioni ?
Riteniamo quindi che prima di qualsiasi riorganizzazione aziendale vada appurata la titolarità di colui o coloro che assumono questa scelta: non vorremmo poi scoprire a posteriori che eventuali licenziamenti siano stati assunti da persone nominate in violazione del regolamento comunale e delle leggi. E pensare che solo qualche mese fa, ad inizio del suo mandato da Presidente era stato ascoltato in Commissione Controllo e aveva dato non solo massima disponibilità a riferire anticipatamente al Consiglio comunale quali sarebbero stati i suoi primi passi, ma anche che aveva bisogno di qualche mese per conoscere l'azienda che era stato chiamato a guidare, visto che non aveva mai avuto modo di conoscerla.
Abbiamo quindi deciso di procedere in più direzioni per approfondire il tema, che prima di tutto riguarda una questione di trasparenza dell'operato dell'Amministrazione comunale. Con una interrogazione consiliare urgente miriamo nuovamente a sollecitare l'Amministrazione a esaminare la presenza di una incompatibilità che comporterebbe per il Comune l’obbligo di procedere ad una immediata revoca della nomina e ad avviare la verifica di eventuali violazioni, poi con una nuova richiesta formale d'accesso agli atti spedita alla società si intende ottenere, a norma di legge e secondo il regolamento del Consiglio comunale, l'accesso ad ogni contratto, fattura o notula professionale inerente a prestazioni comunque soggette a ritenuta d’acconto, e infine con la predisposizione di un atto, da inviare a breve, che ripercorra in sintesi il contenuto dei documenti raccolti e le notizie apprese, si avanza la richiesta alle Autorità Giudiziarie competenti di appurare eventuali violazioni di Legge”.
“Nessun Consigliere vorrebbe intraprendere nel corso del proprio mandato vie extra-consiliari, ma riteniamo che qualora, come in questo caso, ci fosse il dubbio di essere di fronte a indizi relativi alla presunta illegittimità di una nomina e ad una possibile falsa dichiarazione - conclude Grassi - allora sarebbe inevitabile, in virtù del ruolo di controllo e di verifica proprio del Consigliere comunale, che si utilizzi ogni mezzo per porre con fermezza gli interrogativi da chiarire, visto anche che con i mezzi ordinari, ovvero la mia interrogazione, i dubbi non sono stati fugati”.
(fdr)