"Le belle tasse", un gioco di ruolo per capire a cosa servono e perché è giusto pagarle
Un Salone de’ Dugento colmo di bambini impegnati in un gioco di ruolo molto particolare. Un gioco didattico per capire cosa sono e a cosa servono le tasse e soprattutto perché è giusto pagarle. Si tratta di “Le belle tasse”, iniziativa promossa e organizzata dall’assessorato all’Educazione del Comune e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze che ha l’obiettivo di usare il gioco come strumento per far comprendere ai “contribuenti del domani” un concetto fondamentale: solo attraverso il sacrificio individuale (attraverso il pagamento delle tasse) si può raggiungere un interesse collettivo.
Il gioco è stato diretto dall’ideatore, Franco Fichera professore ordinario diDiritto Tributario presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Impegnati circa 100 studenti di classe 4° e 5° delle scuole primarie fiorentine “Cesare Battisti”, “Damiano Chiesa”, “Italo Calvino” e “Madre Maria Mazzarello”. L’iniziativa rappresenta la conclusione del percorso formativo che le Fiamme Gialle fiorentine hanno svolto nel corso dell’anno scolastico nell’ambito del progetto le “Chiavi della città”. I finanzieri hanno incontrato complessivamente circa 2.000 bambini di scuole primarie e secondarie di 1° grado di Firenze e della provincia fiorentina, per spiegare quali sono i compiti ed i settori di intervento della Guardia di Finanza nonché approfondire temi inerenti l’uso delle sostanze stupefacenti, la contraffazione, le truffe e l’evasione fiscale.
“Questa mattina in un Salone de’ Dugento stracolmo i bambini hanno capito dove vanno a finire le tasse e perché è importante pagarle – commenta l’assessore all’Educazione Rosa Maria Di Giorgi –. Grazie alle risorse così raccolte infatti si possono riqualificare le strade eliminando le buche, si possono realizzare più giardini, più scuole e più asili, e si può garantire più assistenza ai nonni e a chi ne ha bisogno. Attraverso questo gioco di ruolo sulle tasse è stato reso semplice quello che qualcuno vorrebbe difficile. L’obiettivo è che i bambini parlino di questo in famiglia e che cultura contro l’evasione fiscale possa diventare patrimonio collettivo”.
Tornando all’iniziativa di stamani, con la guida del professor Fichera i bambini attraverso la sperimentazione diretta hanno potuto ricostruire i significati di concetti come diritti, doveri, comunità, libertà, giustizia, ordinamento giuridico, costituzione, legge, tasse, sanzioni, politiche sociali, spesa pubblica e bene comune.
L’apprendimento realizzato attraverso il gioco rappresenta, per le sue modalità, un utilissimo banco di prova per approntare, un modo nuovo, moderno e semplice i complessi temi della fiscalità con i giovani scolari.
Per l’occasione nel Salone de’ Dugento (scelto per dare un senso di istituzionalità all’iniziativa) è stata allestita anche un’apposita scenografia fatta di sagome, (appositamente realizzate, sotto la supervisione del professor Massimo Mattioli, dall’artista Margherita Citran della scuola di scenografia dell’Accademia delle Belli Arti di Firenze) che simboleggiavano i principali capitoli di spesa dello stato (sanità, scuola, trasporti e via dicendo).
In dettaglio, il gioco è durato circa due ore ed è stato articolato in più fasi.
Gli scolari, che fino all’ultimo sono stati tenuti all’oscuro del funzionamento del gioco, sono stati accompagnati nel Salone dove Fichera, con l’aiuto degli insegnati, ha individuato 10 bambini destinati a formare il “Governo” (tra cui il “Capo del Governo”), 5 bambini con il ruolo di esattori e 5 con il ruolo di amministratori. I restanti scolari si sono accomodati sugli scranni dell’aula con il ruolo di cittadini della comunità. A tutti sono state distribuiti in modo casuale, sacchetti contenenti monete di cioccolato in quantità diseguale (a simboleggiare la diversa distribuzione della ricchezza di una data collettività), un modulo da riempire (che rappresenta la dichiarazione dei redditi da compilare) ed una penna. Dopo l’introduzione di Fichera, che ha spiegato l’iniziativa e il significato delle tasse, delle spese e del dovere della solidarietà e altruismo, il “Governo” ha deciso la misura in cui tutti i membri della collettività devono concorrere alle spese pubbliche (nello specifico il 40% delle loro fortune) mentre, coloro che sono risultati detentori di 5 “monete”, sono stati esentati dal pagare le “imposte”. Tutti, quindi, hanno compilato la dichiarazione (calcolando quanto dovuto) e hanno versato agli esattori le “tasse dovute” in termini di monete di cioccolata. Il “Governo”, ha ordinato agli esattori di recarsi presso i contribuenti e di ritirare la dichiarazione e di incassare le “tasse/monetine di cioccolato”. Una volta conteggiate le monetine incassate, il “Governo” ha comunicato a tutti l’ammontare delle tasse dovute e la cifra incassata, evidenziando l’eventuale ammanco, che è risultato l’ammontare “dell’evasione”. Le monete incassate dal Governo sono state distribuite per ogni voce di spesa importante (scuola, sanità, trasporti, difesa, politiche sociali). Per la mancanza di monete a causa dell’evasione, oltre a non soddisfare le “esigenze pubbliche”, è stato ovviamente percepito il disvalore della collettività. In chiusura il commento finale di Fichera che ha illustrato agli studenti che cosa è successo, il perché delle tasse e delle spese nonché perché è giusto pagare le tasse e chi sono gli evasori.(mf)