Imu, Albini (Pd): "Più chiarezza nell'applicazione dell'imposta per facilitare il compito dei Comuni ed evitare ai cittadini spiacevoli sorprese"

L'onorevole presenta un'interrogazione parlamentare rivolta al Ministro per l'Economia e le Finanze

 

 

Più chiarezza nell’applicazione dell’Imu per facilitare il compito dei Comuni in modo da evitare ai cittadini spiacevoli sorprese allo scadere del saldo. E’ il senso dell’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Tea Albini (Pd) e rivolta al Ministro per l’Economia e le Finanze in cui si chiede chiarezza in particolare su alcuni punti ad esempio sul fatto se il Governo intenda procedere per confermare il diritto dei Comuni a regolamentare l’Imposta Municipale; se il Governo non intenda anticipare il termine fissato al 10 dicembre 2012, per l'eventuale modifica statale delle aliquote base, al 30 settembre 2012, in coincidenza con il termine fissato per l’approvazione delle aliquote Imu da parte dei Comuni, al fine di evitare confusione e complicazioni a ridosso della scadenza del saldo.

Nell’interrogazione, l’onorevole Albini chiede anche “se il Governo intende attivare un percorso legislativo che attribuisca, a decorrere dal 1° gennaio 2013, l’intero gettito Imu a favore dei Comuni Italiani, intervenendo anche sulla riforma del catasto, attraverso un riequilibrio delle rendite e delle categorie catastali, che tenga conto dei diversi valori di mercato tra le diverse aree territoriali, con principi di equità fiscale". Nell’atto si sottolinea poi la necessità di capire se c’è l’intenzione di varare misure compensative e apportare modifiche normative per consentire ai Comuni di rispettare i parametri del Patto di Stabilità, evitando sanzioni che rischierebbero di bloccare l’intero sistema delle autonomi locali. (lb)

 

 

Si allega l’interrogazione:

 

Al Ministro per l'Economia e le finanze, per sapere - premesso che:

 

il Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito nella Legge n. 214 del 22 dicembre 2011, ha anticipato l’avvio sperimentale della nuova Imposta Municipale Propria, al 1° gennaio 2012, senza alcuna concertazione reale con le Associazioni rappresentative delle Autonomie Locali;

 

le suddette disposizioni hanno modificato parti importanti del precedente Decreto Legislativo n. 23 del 14 marzo 2011, istitutivo del nuovo Federalismo Fiscale Municipale, eliminando l’esclusiva competenza del tributo a favore dei Comuni Italiani e introducendo una compartecipazione statale al gettito dell’imposta e nuovi vincoli centralistici, in palese contrasto con il principio dell’autonomia impositiva;

 

il Decreto Legge n. 16 del 2 marzo 2012, convertito nella Legge n. 44 del 26 aprile 2012, ha violato la potestà regolamentare degli Enti Locali, eliminando l’articolo 59 del Decreto Legislativo n. 446 del 15 dicembre 1997 e ha introdotto ulteriori modifiche normative che incidono nella difficile quadratura dei conti dei bilanci preventivi 2012, generando incertezza sulle entrate e sui flussi finanziari;

 

le scelte del Governo appaiono contraddittorie e stanno generando difficoltà operative nel prossimo pagamento dell’acconto dell’Imposta Municipale Propria da parte dei Cittadini, con possibili contrazioni dei flussi di entrata;

 

Su un gettito complessivo dell'imposta stimato in poco più di 21 miliardi di euro, circa 12 andranno allo Stato, sia sotto forma di tagli ai trasferimenti che sotto forma di interventi sul fondo di riequilibrio, mentre i Comuni, che dovrebbero ricevere circa 3,2 miliardi dal gettito sulla prima casa finiranno per perderne 2,5 a causa dei tagli operati con le ultime manovre;

 

la sommatoria dei tagli delle ultime

leggi finanziarie determina l’impossibilità oggettiva per i Comuni Italiani di mantenere il livello minimo dei servizi richiesti dalle collettività amministrate, di garantire gli equilibri di bilanci e il rispetto del parametri previsti dal patto di stabilità interno;

 

il Governo con il Decreto Legge n. 16 del 2 marzo 2012, convertito nella Legge n. 44 del 26 aprile 2012, si è riservato il diritto di modificare le aliquote base entro il 10 dicembre 2012, a soli 7 giorni dalla scadenza del saldo, con il rischio di generare ulteriore confusione e difficoltà di calcolo da parte dei cittadini;

 

Come il Governo intenda procedere per confermare il diritto dei Comuni a regolamentare l’Imposta Municipale Propria e ripristinare la piena potestà regolamentare prevista dagli articoli 52 e 59 del Decreto Legislativo n. 446 del 15 dicembre 1997;

 

Se il Governo non intenda anticipare il termine fissato al 10 dicembre 2012, per l’eventuale modifica statale delle aliquote base, al 30 settembre 2012, in coincidenza con il termine fissato per l’approvazione delle aliquote Imu da parte dei Comuni, al fine di evitare confusione e complicazioni a ridosso della scadenza del saldo;

 

Se il Governo non intenda dotare il fondo sperimentale di riequilibrio di adeguate risorse statali, i disequilibri finanziari territoriali che deriveranno agli Enti Locali, a causa delle superficiali e approssimative stime nazionali del gettito 2012;

 

Se il Governo intende attivare un percorso legislativo che attribuisca, a decorrere dal 1° gennaio 2013, l’intero gettito Imu a favore dei Comuni Italiani, intervenendo anche sulla riforma del catasto, attraverso un riequilibrio delle rendite e delle categorie catastali, che tenga conto dei diversi valori di mercato tra le diverse aree territoriali, con principi di equità fiscale;

 

Se il Governo, in presenza di un gettito dell’imposta inferiore alle stime statali, intenda varare misure compensative e apportare modifiche normative che consentano ai Comuni di rispettare i parametri del patto di stabilità evitando l’applicazione di sanzioni che rischierebbero di colpire e di bloccare l’intero sistema delle Autonomie Locali.