Il vicesindaco Nardella al consiglio comunale: "Non aprirà la sala giochi in via Stuparich"
Non aprirà la sala giochi in via Stuparich, nel quartiere 5. Lo ha annunciato il vicesindaco Dario Nardella con una comunicazione al consiglio comunale. “Stamani la Questura di Firenze mi ha informato del diniego all’autorizzazione – ha spiegato Nardella – e noi salutiamo con grande soddisfazione questa decisione, frutto della collaborazione in atto da tempo fra Comune e Forze dell’ordine per arginare un fenomeno ormai diffuso in tutte le città italiane”.
“Grazie al suo nuovo regolamento, il primo del genere in Italia, Firenze è in prima linea nella lotta contro il dilagare delle sale giochi, che provocano degrado urbano e sociale e che inducono ad una vera e propria dipendenza, la ludopatia – ha sottolineato il vicesindaco – La cosa paradossale è che il gioco è un fenomeno statalizzato e legalizzato, con lo Stato che da un lato spende risorse per combattere le ludopatie, mentre dall’altro lucra su questa attività: ci pare una posizione evidentemente contradditoria. In realtà, i soggetti che devono fare i conti con il problema sono le amministrazioni locali, le quali non hanno gli strumenti necessari per combatterlo, perché le loro competenze sono limitate e parziali; infatti le autorizzazioni per le aperture delle sale giochi ‘di seconda generazione’ ovvero quei luoghi che somigliano sempre più a casinò, dipendono esclusivamente dallo Stato e in particolare dalle Questure. Per questo faccio un appello anche al consiglio comunale perché appoggino una nuova legge che permetta anche ai Comuni di fare fronte al problema”.
Nardella ha anche ricordato che Firenze guida il lavoro dell’Anci su questo fenomeno: “Il prossimo 31 maggio, su nostra sollecitazione – ha annunciato il vicesindaco - l’Anci organizzerà nella nostra città un seminario nazionale con amministratori ed esperti sulla disciplina delle sale giochi. Mi auguro che da questi lavori esca una proposta forte per mettere mano ad una nuova legislazione”.
Nardella infine ha precisato che se “nei volumi di via Stuparich dovesse aprirsi una diversa attività, come quella di ristorazione”, questo sarebbe possibile e consentito se in presenza di tutte le regolari procedure.
(ag)