Procede iter per inserire Ville medicee in patrimonio umanità
Prosegue l’iter per l'inserimento delle Ville e dei giardini medicei (in tutto sono 14) nella lista del ‘Patrimonio mondiale dell’umanità’. Nel gennaio scorso l’ambasciatore d’Italia presso l’Unesco ha presentato la candidatura ufficiale, frutto della collaborazione tra Regione Toscana e Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Questa mattina, a Palazzo Strozzi Sacrati, Regione Toscana, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Province di Firenze, Lucca, Pistoia, Prato, i Comuni di Firenze, Barberino di Mugello, Carmignano, Cerreto Guidi, Fiesole, Poggio a Caiano, Quarrata, San Piero a Sieve, Seravezza e Vaglia hanno sottoscritto il protocollo d’intesa che impegna tutti ad attuare il piano di gestione, parte integrante del progetto di valorizzazione. L’amministrazione comunale era rappresentata dall’assessore al turismo Cristina Giachi
La proposta di candidatura è accompagnata da due documenti essenziali: un dossier che contiene la storia delle ville medicee e le motivazioni della candidatura consistenti nel fatto che la villa medicea con i suoi giardini, nel 1400, rappresentò il primo esempio in Europa di questa tipologia e di questa modalità di uso e di controllo del territorio iniziato da Cosimo I e continuato da Lorenzo de’ Medici e dagli altri membri della famiglia. E il piano di gestione, al centro della firma odierna, che contiene le modalità di tutela e di valorizzazione dei beni del sito ed ha come obiettivo prioritario il mantenimento nel tempo dell’integrità dei valori posti a base della proposta di iscrizione. Il piano di gestione non parla solo di tutela, ma anche di valorizzazione economica (turismo) e culturale (conoscenza) che coinvolgono anche e soprattutto le istituzioni locali (Comuni, Province).
«L’immagine forse più conosciuta della Toscana – ha sottolineato l’assessore Giachi – è quella medicea e rinascimentale delle ville e residenze di campagna. Sono veri e propri gioielli di arte, storia e cultura inseriti in un paesaggi suggestivi che meritano pienamente di fare parte del ‘Patrimonio mondiale dell’umanità’. A noi amministratori il compito di far sì che non si tratti soltanto di un iter burocratico, ma di un percorso di consapevolezza identitaria per tutti i cittadini». (fn)