Bilancio, Pieri (Udc): "Delibera approvata col nostro voto contrario"
Questo l’intervento del consigliere dell’ Udc Massimo Pieri:
“La crisi c’è e batte forte soprattutto sull’anello più debole: le famiglie, in particolare quelle più in difficoltà. Dobbiamo tutti insieme fare di più, partendo ad esempio anche da quei servizi a domanda individuale (asili nido, residenze protette, refezione scolastica, centri estivi, musei e manifestazioni espositive, piscine in gestione diretta, ecc. ecc.).
Per l’erogazione di questi importanti servizi il comune chiede una contribuzione agli utenti, molto spesso rappresentati dalle famiglie, e una precisa disposizione di legge rivolta ai comuni deficitari (non e’ il caso di Firenze) stabilisce che il tasso di copertura da parte dell’utenza non debba essere inferiore al 36%.
Il comune ha tuttavia calcolato che la percentuale di copertura da parte degli utenti sia pari al 57,44%, con punte come la refezione scolastica del 78,91%.
Tutto ciò a dimostrare che gran parte di questo costo è a carico delle famiglie, e che evidentemente le misure applicate per la riduzione o l’esenzione di queste, come l’ISEE sono insufficienti e inadeguate soprattutto rispetto all’attuale crisi.
Allora pensiamo ad introdurre meccanismi di correzione all’ISEE, introducendo un quoziente familiare, che consenta l’allargamento della fascia delle famiglie che possono accedere all’esenzione o riduzione, visto che la percentuale minima di copertura (36%) e’ abbondantemente superata(57,44%), e quindi vi sono margini di manovra.
Siamo quindi disponibili a discutere e varare insieme il“Quoziente Firenze”, che riveda i criteri di calcolo dell’ISEE, non più confacenti alle mutate situazioni sociali di oggi.
Il “Quoziente Firenze” porterebbe ad abbassare il reddito, precedentemente calcolato con l’ISEE, consentendo l’accesso alle riduzioni o esenzioni ad una più ampia fascia di famiglie, si terrebbe conto ad esempio di particolari situazioni ora non previste dall’attuale metodo, come l’età dei figli a carico che si potrebbe spostare da 18 anni a 25 anni, tenere conto della condizione temporanea di difficoltà economica, come la presenza in famiglia di soggetti disoccupati o inoccupati, ed altre ancora.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte fin da subito,il tempo a disposizione è quasi scaduto, le famiglie con l’attuale crisi non possono più permettersi i tempi della politica. Lavoriamo insieme, presto e bene”.
(fdr)