Mercafir, Grassi e De Zordo: "Delibera approvata in fretta che rischia di tradursi in un pasticcio per lavoratori e attività commerciali"
"La variante urbanistica sulla Mercafir sarà una delibera approvata in fretta che rischia di tradursi in un pasticcio: si decide il futuro di 46 ettari della Città e del polmone dell'economia agroalimentare fiorentina sfruttando una procedurea d'urgenza e semplificata." Lo affermano i consiglieri Ornella De Zordo e Tommaso Grassi
"La proposta di variante sulla Mercafir presuppone una radicale riorganizzazione funzionale ed aziendale dei servizi attualmente forniti dal Centro Alimentare Polivalente che, secondo le prime ipotesi ad oggi prospettate, comporterebbe un drastico ridimensionamento degli spazi e la conseguente liberazione di una vasta area: in realtà ci pare che la progettazione della nuova organizzazione aziendale e funzionale del CAP - Mercafir non sembra al momento effettivamente conclusa, soprattutto in ordine alle modalità ed ai tempi di dismissione dei servizi e delle attività oggi collocati nell’area che verrebbe destinata alla trasformazione. Inoltre le varie infrastrutture previste nel quadrante interessato ai fini dell’ammodernamento e della riqualificazione del suo sistema viario e trasportistico, non risultano ancora completamente realizzate, come la tramvia e la sistemazione del sistema metropolitano ferroviario, e per le più importanti addirittura non hanno ancora avuto inizio i lavori, come lo svincolo autostradale di Peretola. Non si vede il motivo, pertanto, per procedere ad una variante di questa natura, assunta con finalità di valorizzazione ai sensi dell’art 58 della L133/20 08, e la cui effettiva ricaduta nel bilancio 2012 è altamente improbabile; e soprattutto appare non opportuna una anticipazione di tale portata del Regolamento Urbanistico la cui approvazione è prevista quasi certamente prima che si potranno realizzare i presupposti operativi ed infrastrutturali funzionali alla trasformazione ipotizzata. Per questo abbiamo depositato un emendamento per chiederne lo stralcio della variante e di avviare un percorso che potesse . Preoccupa inoltre che la destinazione urbanistica del comparto nord a destinazione produttiva e non più mercatale apre la strada ad una privatizzazione che potrebbe portare il Comune nella direzione di una vendita anche se solo parziale dell’area destinata a mercato, cancellando così qualsiasi tipo di tutela ‘pubblica’ per il mantenimento e la salvaguardia delle attività economiche e dell’occupazione all’interno di Mercafir. Chi acquisterà il terreno e poi realizzerà le strutture potrà contare anche sul fatto che non ci saranno possibilità di ampliamento e i compratori si troverebbero in un regime di semi-monopolio del mercato agro-alimentare. Per l’ennesima volta siamo di fronte ad un’operazione del Sindaco Renzi che pur di recuperare qualche milione di euro in più alle casse comunali, mette in crisi un settore e un polmone economico importante per l’area vasta non solo toscana, mette a rischio moltissimi posti di lavoro e rischia di rivoluzionare e gettare nel caos un’intera area della Città di Firenze. Una zona, quella di Novoli, a cui teniamo particolarmente e sulla quale non neghiamo sia necessario concentrare l’attenzione dell’Amministrazione comunale ma per una riqualificazione e recupero: realizzazione di nuove infrastrutture, collegamento con l’area residenziale a sud del Viale Guidoni e miglioramento delle condizioni di vivibilità e delle aree destinate a verde pubblico sono le nostre priorità. Temiamo di essere di fronte all’ennesimo colpo di teatro del Sindaco Renzi che pur di non affrontare i veri problemi della Città, cerca di lanciare idee faraoniche ma impossibili da concretizzarsi nei modi e nei tempi annunciati. Come può essere credibile che entro la fine di questo anno sia posta la prima pietra dello Stadio se la realizzazione della tramvia ancora rimane un’incognita dal punto di vista economico, lo svincolo di Peretola deve ancora essere appaltato e necessita di ulteriori modifiche progettuali e il sistema metropolitano ferroviario è stato smontato pezzo per pezzo e rinviato alle calende greche dall’accordo firmato dallo stesso Renzi con Rfi nell’ambito degli accordi sull’Av dello scorso Agosto?” – si chiedono Ornella De Zordo e Tommaso Grassi.
(lb)