Bilancio, l'assessore Fantoni: "Dopo l'emergenza stop ai vincoli che impediscono gli investimenti e l'erogazione dei servizi alla persona"
“Nella predisposizione del bilancio triennale 2012-2014, l’Amministrazione comunale ha dovuto tenere conto dell’ulteriore e pesante riduzione dei trasferimenti rispetto ai quali perdurano ancora oggi elementi di incertezza da parte del Governo, dell’inasprimento degli obiettivi di patto di stabilità interno e dell’utilizzo discutibile da parte del Governo dell’Imposta Municipale Unica quale strumento per garantire maggiori entrate allo Stato, così trasformando impropriamente un’imposta comunale in un ibrido per cui gran parte delle maggiori risorse non restano disponibili per il territorio e i servizi che l’ente deve garantire ai cittadini”. Lo ha detto nel suo l’intervento l’assessore al bilancio Claudio Fantoni nella seduta del consiglio comunale sul bilancio di previsione 2012.
“Nel contesto dato – ha proseguito l’assessore Fantoni – l’Amministrazione comunale ha comunque operato al fine di contenere al massimo la pressione fiscale sia sull’Imu sia sull’Irpef, la cui addizionale viene abbassata di un punto base. Sul fronte della spesa, per la cosiddetta parte rigida (personale, locazioni passive) sono state effettuate significative operazioni di contenimento mentre su quella sociale, tenuto conto della situazione di crisi economica che colpisce pesantemente lavoratori ed imprese, allo scopo di garantire sostegno e servizi alla fascia più debole della popolazione, sono state aumentate le risorse a questa dedicate”.
Le minori risorse provenienti dai trasferimenti dello Stato, ammontanti a circa 70 milioni di euro per l’anno 2012, conseguenti le varie manovre finanziarie effettuate dal Governo negli anni 2010 e 2011, vengono compensate con maggiori entrate dall’Imposta di soggiorno (da 12 milioni del secondo semestre 2011 si passa a 22 per l’intero 2012) e dall’Imu, che sostituisce l’Ici. La manovra sulle entrate comunali prevede una riduzione dell’addizionale sull’Irpef: dallo 0,3% si passa allo 0,2% (coefficiente notevolmente inferiore al massimo previsto dalla legge che è lo 0,8%), con un risparmio per i cittadini fiorentini di circa 6 milioni di euro.
L’equilibrio finanziario di parte corrente è assicurato dalle maggiori entrate previste dall’Imu, la cui proprietà appartiene sia a fiorentini che ad altri soggetti, residenti altrove, che usufruiscono direttamente o indirettamente dei servizi della città. Nell’applicare la nuova imposta (il cui importo complessivo è stimato in 176,7 milioni) sono privilegiati gli immobili rurali ad uso strumentale, le abitazioni principali e le abitazioni affittate a canone concordato, per i quali sono fissate le aliquote basi previste dalla legge, rispettivamente dello 0,2%, 0,4% e 0,76%. Per gli altri immobili è stabilita una maggiorazione, con aliquota ordinaria dello 0.99%. Soltanto per gli immobili sfitti da almeno un anno è previsto il coefficiente massimo stabilito dalla legge dell’1,06%.
“Vi è poi – ha aggiunto l’assessore Fantoni – una riduzione delle spese, in particolare per il personale e per i fitti passivi. I costi del personale diminuiscono di circa 5 milioni, 4 dei quali per effetto del previsto trasferimento del personale docente dell’Iti Leonardo da Vinci allo Stato ed 1 per il limitato turn over, potendo effettuare assunzioni solamente entro il limite del 20% delle cessazioni dell’anno precedente. A seguito del trasferimento degli Uffici Giudiziari nella nuova sede di viale Guidoni si stanno liberando quelli attualmente occupati, in parte di proprietà di terzi, che vengono dismessi, ed in parte del Comune, che saranno riutilizzati per uffici comunali allocati in immobili privati. Tale operazione, assieme al recupero di un immobile comunale in uso all’Università di Firenze, permette di ridurre le spese per affitti di oltre 2,2 milioni nel 2012 e di circa 6 milioni a regime”.
Nonostante la riduzione di trasferimenti da parte dello Stato e della Regione, in particolare per i servizi sociali, le risorse finanziarie destinate a servizi, sono notevolmente incrementate. Il Comune assegna maggiori risorse proprie a garanzia del mantenimento dei servizi educativi, sociali, per interventi per le politiche abitative e per il trasporto pubblico locale. Incrementa anche la spesa nella funzione cultura e beni culturali, con maggiori contributi per la Fondazione del Maggio fiorentino e la Fondazione della Pergola.
A seguito di sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, con le quali è stato stabilito che la Tariffa di Igiene Ambientale è assimilata ad un tributo è prevista la riacquisizione all’interno del bilancio comunale di tale entrata, in precedenza attribuita a Quadrifoglio Spa, soggetto gestore del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. La spesa corrente 2012, al netto di quella conseguente alla riconfigurazione della Tia, ammonta ad oltre 507 milioni, 4 in più rispetto alle previsioni assestate dell’anno precedente.
Per quanto riguarda la parte investimenti, l’assessore Fantoni ha precisato che “sono programmati nel triennio, al netto degli importi per Project financing, circa 422 milioni di cui 178 per il 2012. Le fonti finanziarie sono diverse: per il 2012 le più consistenti derivano da mutui, alienazioni di patrimonio comunale, economie residui di anni precedenti, trasferimenti dallo Stato, dalla Regione, da altri enti pubblici e da altri soggetti. A sostegno del piano di alienazioni immobiliari sono state predisposte varianti urbanistiche per la valorizzazione dei beni oggetto di dismissione. Le risorse nel 2012 sono destinate in percentuale maggiore alla manutenzione e decoro della città (92 milioni), alla mobilità (circa 28 milioni), alla scuola, cultura e sport”.
“L’auspicio è che questo Governo – ha concluso l’assessore Fantoni –, dopo aver affrontato l’emergenza, si faccia carico di ristabilire elementi di equità, che inevitabilmente passano da un rapporto diverso con gli Enti Locali. Perché l’equità si fa con la fiscalità e le politiche centrali da parte del Governo, ma anche consentendo ai Comuni che stanno sul territorio e devono erogare servizi, di programmare e operare seriamente, avere vincoli che li obbligano a non sperperare, ma non quei vincoli che impediscono gli investimenti e l'erogazione dei servizi necessari alla persona, soprattutto alle fasce più deboli della popolazione”.(fd)