Bilancio, Pieri (Udc) : "Il nostro no al bilancio sia un punto di ripartenza"
Questo l’intervento del consigliere dell’Udc Massimo Pieri:
“Raccogliendo le parole del sindaco nel suo intervento, quando ha parlato di confronto con la nostra forza politica, vogliamo inquadrare la nostra posizione in un ragionamento più ampio che porti alla formulazione di una proposta concreta.
Nessuno disconosce che l’amministrazione stia operando in una situazione anomala e di difficoltà dettata dai numerosi tagli ai trasferimenti statali di questi ultimi anni, che complessivamente quotano 55 milioni. Come apprezzabile risulta l’azione di contenimento di quei costi rigidi come il personale, gli interessi passivi e fitti passivi, nonché la diminuzione dell’addizionale Irpef. Tuttavia ciò nonbasta, ci aspettavamo più coraggio ad esempio sull’IMU, come lariduzione di due punti dell’aliquota base sull’abitazione principale e maggiore attenzione verso la famiglia. In un momento di difficoltà e di crisi, nonostante un bilancio difficile sarebbe stato importante dare un segnale chiaro a tutti e di controtendenza, e questa forza politica non avrebbe fatto mancare il proprio sostegno, perché a volte le ideologie di opposizione possono essere fine a se stesse e non avere alcun costrutto. Il clima politico non può e non deve essere quello avvelenato di alcuni mesi fa, lo scenario nazionale è cambiato e su alcune questioni di rilevante importanza può essere riproposto anche a livello locale in quanto la situazione è difficile per tutti e come diceva Don Milani: dai problemi se ne esce fuori tutti insieme. Noi siamo quindi disponibili a fare la nostra parte, iniziando dall’anello più debole: la famiglia.
In questo bilancio, a nostro avvisonon si è prestata particolare attenzione alle famiglie, con particolare riferimento aquelle più in difficoltà, intervenendo ad esempio anche su quei “servizi a domanda individuale” come gli asili nido, residenze protette, refezione scolastica, centri estivi, musei e manifestazioni espositive, piscine in gestione diretta.
Per l’erogazione di questi importanti servizi il comune chiede una contribuzione agli utenti, molto spesso rappresentati dalle famiglie, e una precisa disposizione di legge rivolta ai comuni deficitari (non è il caso di Firenze) stabilisce che il tasso di copertura da parte dell’utenza non debba essere inferiore al 36%. Tutto questo in una città, Firenze, che come ha ricordato il sindaco Renzi vede un terzo della cittadinanza con un reddito inferiore ai 20mila euro annui.
Il comune ha tuttavia calcolato che la percentuale di copertura da parte degli utenti sia pari al 57,44%, con punte come la refezione scolastica del 78,91%.
Gran parte di questo costo è a carico delle famiglie, e evidentemente le misure applicate per la riduzione o l’esenzione, come l’ISEE, sono insufficienti e inadeguate soprattutto vista l’attuale crisi.
Allora perché non sipensa ad introdurre meccanismi di correzione all’ISEE, introducendo un quoziente familiare, che consenta l’allargamento della fascia delle famiglie che possono accedere all’esenzione o riduzione delle tariffe, visto che la percentuale minima di copertura (36%) è abbondantemente superata(57,44%), e quindi vi sono margini di manovra?
Siamo quindi disponibili a discutere e varare insieme il“Quoziente Firenze”, che riveda i criteri di calcolo dell’ISEE, non più confacenti alle mutate situazioni sociali di oggi.
Il “Quoziente Firenze” porterebbe ad abbassare il reddito, precedentemente calcolato con l’ISEE, consentendo l’accesso alle riduzioni o esenzioni ad una più ampia fascia di famiglie, si terrebbe conto ad esempio di particolari situazioni ora non previste dall’attuale metodo, come l’età dei figli a carico che si potrebbe spostareda 18 anni a 25 anni, tenere conto della condizione temporanea di difficoltà economica, come la presenza in famiglia di soggetti disoccupati o inoccupati, ed altre ancora.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte fin da subito,il tempo a disposizione è quasi scaduto, le famiglie non possono più permettersi le liturgie ed i tempi della politica. Lavoriamo insieme, presto e bene”.
(fdr)