Alienazioni e varianti urbanistiche, Grassi: "Per far cassa non si tiene conto dell'assetto urbanistico, degli obiettivi sociali e strategici delle Città, del disegno e dell'impronta che questa amministrazione lascerà alla fine del mandato"

"Il consiglio abdica al ruolo di pianificazione territoriale e avvalla i desiderata della Giunta a "colpi" di varianti"

“Si propongono alienazioni e varianti urbanistiche contestuali al bilancio comunale per far cassa ma non si tiene conto dell’assetto urbanistico cittadino, degli obiettivi sociali e strategici della Città, e del disegno e dell'impronta che questa Amministrazione lascerà alla fine del suo mandato. – afferma il Consigliere comunale Tommaso Grassi richiamando il documento elaborato dal gruppo Ambiente e Territorio di SEL – Abbiamo ripetuto varie volte che nel Piano Strutturale non erano indicate con evidenza quali fossero le priorità urbanistiche per l'Amministrazione e soprattutto che non conteneva una pianificazione delle funzioni urbane anche in base alla visione strategica sul futuro della città. Di fronte ad un Piano Strutturale che risulta un atto in larga misura inefficace, la maggioranza ha deciso di procedere ancora per varianti al PRG vigente anche con previsioni di trasformazione di non poco conto, come l’ex Manifattura Tabacchi, le Aree Ferroviarie di Porta al Prato, la Fortezza da Basso, per citare le solo le più significative, e non soddisfatti con il Bilancio 2012 viene persino proposto un “Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni” ai sensi dell’Art. 58 della L.133 del 2008, così come modificata ed integrata dalla più recente L.214 del 2011, che contiene al suo interno 12 varianti al Piano Regolatore vigente finalizzate alla valorizzazione di beni immobili di proprietà comunali o di enti pubblici (ASP Montedomini), unitamente alla già nota variante finalizzata alla trasformazione di una parte dell’area dell’attuale Mercafir che dovrebbe essere destinata ad accogliere il nuovo stadio, enfaticamente definito ‘cittadella dello sport’”.

 


“In realtà dalla documentazione che accompagna le predette proposte di varianti, a parte una generica e sommaria dichiarazione che esse risultano coerenti con “ i principi, indirizzi, direttive e prescrizione del Piano Strutturale”, non si evince se le attività e le prestazioni di servizio pubblico fornite fino ad oggi da quegli stessi immobili vengono ritenute non più necessarie alle esigenze della comunità cittadina, né se tali servizi verranno ubicati presso altri immobili più funzionali allo scopo o comunque potranno essere ancora assicurati in altro modo. Proprio a causa della mancanza di quel Piano della distribuzione e localizzazione delle funzioni da più parti evocato in occasione dell’approvazione del Piano Strutturale, nessuno è oggi in grado di valutare se di quell’immobile si potrà ancora avere bisogno in futuro per altre esigenze pubbliche.”

 


“Non sottovalutiamo la necessità, ed anche l’urgenza. di dare una risposta alle molte grandi questioni fiorentine aperte ma ci interroghiamo su quali possono essere le conseguenze di questa politica territoriale fatta di varianti urbanistiche urgenti e scollegate tra loro. Inoltre è opportuno, inoltre, rilevare che per gran parte di queste varianti, per le quali peraltro non sempre appare convincente la asserita assimilabilità ai requisiti previsti dall’Art 58 L. 133/2008 (“piccole aree di livello locale”), si stabilisce che i successivi Piani Attuativi verranno realizzati tramite appositi “Piani di Recupero” che, per effetto della Legge 106/2011 (decreto Tremonti), verranno approvati direttamente dalla Giunta Comunale senza essere più sottoposti al vaglio del Consiglio Comunale e senza alcun coinvolgimento dei Consigli di Quartiere ai quali non verrà richiesto il parere obbligatorio per gli atti in materia urbanistica di competenza del Consiglio Comunale. Il Consiglio così abdica al ruolo di pianificazione territoriale e conformativa dei suoli e si riduce esclusivamente a ratificare i desiderata della Giunta a “colpi” di varianti che verranno poi tradotte in progetti concreti dal voto di quest’ultima.”

 


“In considerazione di tutto quanto sopra riteniamo più opportuno, modificare alcune varianti urbanistiche sia riconducendone la competenza della definizione del progetto al Consiglio comunale con l’inserimento di Piano Urbanistico Convenzionati al posto di Piano di Recupero (Teatro comunale, Conventino Nuovo) ma anche modificandone le previsioni di destinazione (Villa di Rusciano, ex-Meccanotessile, Mercafir, Le Rampe e deposito tram di Via De' Andrè) e di sospendere, per il momento, gran parte delle altre proposte di Variante contenute nell’elenco allegato al bilancio, come la Mercafir, la Villa e area verde di Rusciano, il parco sportivo di San Bartolo, i due immobili dell'ASP Montedomini del centro storico e la scuola di Via Villamagna) e così avviare una seria e più complessiva riflessione sulla Città all’interno del percorso di approvazione del Regolamento Urbanistico, che ci auguriamo possa partire il prima possibile senza che il Consiglio debba esser chiamato a subire ulteriori e nuove proposte di varianti per specifiche aree del territorio.”

(lb)