Alienazioni in bilancio, De Zordo: "No alla svendita del patrimonio pubblico"
Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo
“La svendita del patrimonio pubblico per far cassa è il modo più semplice, e più sbagliato, di amministrare un territorio. Semplice perché basta inserire ipotetiche cifre nel bilancio comunale come entrate per far figurare un pareggio altrimenti inesistente, senza avere nessuna certezza di portare in fondo l'operazione, anzi spesso sapendo che non si arriverà mai alla vendita; sbagliato perché significa impoverire il patrimonio della collettività per cercare di far cassa, ridurre gli spazi destinati a uso pubblico e sociale e aumentarne la privatizzazioneimpoverendo il tessuto cittadino di valori ambientali e sociali.
Per questo abbiamo depositato emendamenti di stralcio dalla delibera collegata al bilancio per 9 immobili: villa di Rusciano, Le Rampe, Ex colonica Artom, ex scuola via Villamagna, Impianto sportivo di San Bartolo, Meccanotessile, Mercafir, e Villa Demidoff e Sant'Agnese.
Ognuno degli immobili di cui si chiede lo stralcio offre, oltre alle succitate motivazioni generali, ragioni specifiche per il suo mantenimento a bene e destinazione pubblici: in alcuni casi sono complessi ambientalmente e culturalmente rilevanti come la villa di Rusciano e il Meccanotessile, in altri ospitano esperienze culturalmente vive e libere da logiche di mercato come l'ex scuola di Villamagna, in altri implicano scelte impattanti sul tessuto urbano come la Mercafir, in altri ancora impoveriscono l'offerta di servizi socio- sanitari nel centro storico come l'Istituto Demidoff e Sant'Agnese.
Si aggiunga che inserire gli immobili di proprietà comunale e della Asl in bilancio con contestuale cambio di destinazione d'uso grazie a una pronta applicazione del decreto "Salva Italia", sottrae a qualsiasi valutazione complessiva una parte importante di pianificazione del territorio perché ogni operazione viene considerata a sé senza che si tenga conto di equilibri urbani e distribuzione complessiva di funzioni, attivando scorciatoie che rappresentano la negazione del concetto stesso di urbanistica”.
(fdr)