Ataf, Grassi e Falchi (Sel) : "L'amministrazione di Firenze e la dirigenza di Ataf intendono difendere i diritti dei lavoratori o fare da subito gli interessi della futura proprietà?"
“Nonostante la proprietà ancora sia in mano ai Comuni, sembra che l’Amministrazione fiorentina e la dirigenza di ATAF facciano già gli interessi della futura proprietà privata”. Lo affermano il consigliere comunale di Firenze Tommaso Grassi e il coordinatore provinciale di SEL Firenze, Lorenzo Falchi.
“Invece di spingere nella difesa dei diritti dei lavoratori – hanno aggiunto –, nella riunione dell’8 maggio si sono espressi contro l'introduzione della clausola sociale nel bando di gara sulla cessione dell'azienda al privato, e nell’incontro del 9 maggio in Prefettura il Presidente di ATAF ha persino rifiutato di sottoscrivere in un ipotetico accordo aziendale, una condizione che impone il pieno rispetto della legge regionale 42/98, articoli 15, 16, 17, 18 e 18 bis, che riguardano il mantenimento dell'integrativo economico, normativo ed occupazionale in caso di cessione di ramo d'azienda. Difficile sarà poi, una volta che l'azienda sarà venduta, e permanendo la responsabilità del funzionamento del trasporto pubblico, spiegare ai cittadini che oggi si sia voluto togliere garanzie e peggiorare il servizio per vendere più agevolmente l'azienda.
Siamo di fronte forse ad una gestione che riceve già condizionamenti dai futuri proprietari? Non ci si rende conto che la volontà politica di non inserire nel bando di gara la clausola sociale, mette a rischio i livelli occupazionali, le condizioni economiche e la contrattazione di secondo livello di tutti coloro che sono dipendenti di ATAF ? La situazione di crisi e di difficoltà economica dovrebbe incentivare l’applicazione di qualsiasi mezzo o strumento per limitare il rischio concreto di perdita dei posti di lavoro e la rottura della fragile tranquillità economica dei lavoratori. Non si capisce che le conseguenze del problema sociale che provocherà la mancanza di garanzie ricadranno totalmente sugli enti locali, che dovranno far fronte con le già limitate risorse a esuberi e relative difficoltà economiche da loro stessi provocate”.
“Infine l’atteggiamento che contraddistingue il Presidente Bonaccorsi si conferma anche oggi nelle sue dichiarazioni contro i dipendenti che hanno sollevato dubbi di legittimità sul sistema di controllo AVM: se è così certo di essere nel giusto perché si arrabbia così per un esposto agli organi competenti? Perché utilizza impropriamente il tema della clausola sociale e del bando di gara per la vendita di ATAF come ricatto per strappare ed ottenere accordi che vadano contro i principi sindacali di difesa del singolo lavoratore?” concludono Grassi e Falchi, confermando l’adesione e il sostegno alla mobilitazione del 19 maggio prossimo organizzato dal comitato “Contro la privatizzazione di ATAF”.
(fdr)