Alienazioni, Stella (PdL): "Si perderanno altri 100 posti per anziani e non autosufficienti vendendo gli immobili di Montedomini"
Questo l’intervento del capogruppo PdL Marco Stella
“Siamo preoccupati per la scelta fatta da questa amministrazione in accordo con Montedomini di vendere due strutture storiche della nostra città per l’accoglienza, l’Istituto Demidoff e l’Istituto Sant’Agnese.
Saranno oltre 100 i posti disponibili per anziani e non autosufficienti che verranno persi con la vendita delle due storiche strutture.
L’Istituto Demidoff è attivo fin dal 1828 quando ilConte Niccolò Demidoff istituì, nel quartiere di San Niccolò, una scuola elementare gratuita per i bambini bisognosi. Da subito l'Istituto svolse anche la funzione di presidio sanitario. Negli anni seguenti si aggiunsero altre attività, tra cui l'insegnamento del disegno, la tessitura, la lavorazione della seta, la calzoleria e la tipografia, fino a diventare ai nostri giorni una residenza per anziani, una comunità educativa femminile, un centro diurno giovanile e uno per anziani.
Oggi l’istituto Demidoff accoglie nella forma di RA oltre 50 ospiti, mentre l’istituto Sant’Agnese che fin dal 1400 si occupava di accoglimento di orfani, con la gestione passata sotto la Compagnia del Bigallo si è occupato di accoglienza e ricovero di donne sole o con disagio economico-sociale.
Oggi L’istituto Sant’Agnese accoglie oltre 60 donne non autosufficienti.
Inoltre entrambe le strutture arrivano oggi nella proprietà di Montedomini tramite dei lasciti, siamo sicuri che possono essere vendute?
Le finalità che hanno spinto a lasciare in eredità a Montedomini le due strutture sono chiare e stanno nello svolgimento della funzione che hanno oggi, assistenza ad anziani e non autosufficienti, non sono certo state lasciate in eredità per essere vendute.
Non ci convincono neppure le motivazioni per cui si sceglie di vendere, non riteniamo valide né le motivazioni di problematiche strutturali né quelle legate all’ubicazione delle strutture.
Per noi avere strutture all’interno del centro che svolgono queste funzioni è fondamentale; inoltre per i problemi strutturali la Regione Toscana aveva già stanziato tramite la Società della salute oltre 500 mila euro per la ristrutturazione dell’Istituto Demidoff: perché il Comune e Montedomini hanno rinunciato al finanziamento?
I soldi ci sono, le strutture funzionano e rappresentano la storia di Firenze, venderle sarebbe un vero errore.
Non vorremmo pensare che dietro la vendita ci fosse la necessità di fare cassa per far quadrare i bilanci: non si può barattare la nostra storia con le esigenze di bilancio”.
(fdr)