Gruppo PdL: "Approvata dalla Commissione Pace la nostra mozione sull'utilizzo dei beni confiscati alla mafia"
Una mozione per il riutilizzo dei beni sequestrati alla criminalità organizzata di stampo mafioso, proposta dal Gruppo PdL, è stata approvata questa mattina dalla Commissione Pace.
Nella mozione, si ricorda che "in Toscana sono stati recentemente sequestrati dalla Guardia di Finanza oltre 41 milioni di euro al clan camorristico “Terracciano” tra Firenze, Prato e Pistoia, un dato che conferma come anche nella nostra regione l’infiltrazione mafiosa è un pericolo reale” e si sottolinea che “altre regioni che non fanno parte di quelle che registrano una tradizionale presenza delle organizzazioni mafiose come la Lombardia e il Lazio, hanno assegnato alcuni immobili confiscati alla criminalità organizzata per un loro utilizzo sociale”.
Con questo atto si invita quindi il sindaco a “predisporre un programma di iniziative e interventi per la promozione di una cultura della legalità con eventi e manifestazioni indirizzati alle scuole o nei luoghi di aggregazione sociale di maggiore diffusione, al fine d’informare il più possibile sui rischi delle infiltrazioni criminali” e ad “avviare il monitoraggio che riguarda la presenza di beni confiscati alle mafie nel territorio comunale per una loro valorizzazione attraverso specifici protocolli con i soggetti istituzionalmente deputati”.
Infine, al primo cittadino viene chiesto di “invitare la Regione Toscana a dotarsi di una normativa regionale, come hanno fatto altre regioni, per definire modalità, tempi e risorse per un migliore utilizzo dei beni confiscati sul territorio per fini sociali”.
(fdr)
Segue il testo completo della mozione
Mozione
Oggetto: riutilizzo beni sequestrati alla criminalità organizzata di stampo mafioso
Proponente: Pdl (emendata dalla commissione pace)
IL CONSIGLIO COMUNALE
• Considerato che, per una efficace lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso è fondamentale l’aggressione ai patrimoni delle cosche;
• Ritenuto che il pieno riutilizzo di questi beni confiscati è un obiettivo prioritario anche per il grande valore simbolico che rappresenta la restituzione alla società civile dei beni sottratti illecitamente
• Ricordato che con legge 31 marzo 2010 n.50 è istituita l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, organo preposto alla gestione di questi beni e interlocutore unico con l’Autorità Giudiziaria per il loro utilizzo;
• Appreso che, secondo i dati forniti dalla suddetta agenzia aggiornati al mese di febbraio 2012, i beni sequestrati e confiscati nel 2011 ammontano a 10.458 immobili e 1524 aziende distribuiti in tutte le regioni italiane di cui 61 in Toscana, ad eccezione della Valle d’Aosta.
• Visto che in Toscana sono stati recentemente sequestrati dalla Guardia di Finanza oltre 41 milioni di euro al clan camorristico “Terracciano” tra Firenze, Prato e Pistoia, un dato che conferma come anche nella nostra regione l’infiltrazione mafiosa è un pericolo reale;
• Visto come altre regioni che non fanno parte di quelle che registrano una tradizionale presenza delle organizzazioni mafiose come la Lombardia e il Lazio, hanno assegnato alcuni immobili confiscati alla criminalità organizzata per un loro utilizzo sociale;
INVITA IL SINDACO
1) Ad individuare all’interno del Comune le competenze specifiche sul tema della legalità e i referenti politico e amministrativi;
2) Di predisporre un programma di iniziative e interventi per la promozione di una cultura della legalità con eventi e manifestazioni indirizzati alle scuole o nei luoghi di aggregazione sociale di maggiore diffusione, al fine d’informare il più possibile sui rischi delle infiltrazioni criminali;
3) Di avviare il monitoraggio che riguarda la presenza di beni confiscati alle mafie nel territorio comunale per una loro valorizzazione attraverso specifici protocolli con i soggetti istituzionalmente deputati;
4) Di invitare la Regione Toscana a dotarsi di una normativa regionale, come hanno fatto altre regioni, per definire modalità, tempi e risorse per una migliore utilizzo dei beni confiscati sul territorio per fini sociali.