600 firme per un Giardino comunitario al Sodo, De Zordo e Alberici: "perUnaltracittà sostiene la petizione del CSA Next-Emerson presentata oggi al Quartiere 5"

"Riprendiamoci il verde che ci manca." Con questo slogan oltre 600 abitanti del Sodo si fanno promo-attori di una petizione presentata oggi dal CSA Next-Emerson per chiedere all’AC, attraverso il Quartiere 5, un intervento diretto nei confronti della proprietà FINBEST spa dell’area adiacente a Via Chiuso dei Pazzi, stradone costruito per permettere la realizzazione della nuova viabilità per la zona di Careggi. “A fronte di un propagandato, ma dubbio, miglior accesso a Careggi – dichiaranoDe Zordo, consigliera comunale e Alberici, consigliera di perUnaltracittà al Q5 - la nuova viabilità ha coinciso con la cementificazione di una consistente area verde del quartiere mai seriamente compensata, nonostante le promesse dell’attuale e delle precedenti amministrazioni di espropriare aree adiacenti il nuovo stradone per realizzare verde pubblico attrezzato. Oggi, dopo sette anni di promesse mai mantenute – prosegue la Consigliera - i cittadini hanno deciso di agire dal basso per riappropriarsi di una zona che versa attualmente in stato di abbandono a causa dell’incuria della proprietà (una finanziaria cui fanno capo almeno una decina di ditte edilizie), e noi siamo con loro”.
Nella petizione, maturata dopo mesi di assemblee pubbliche e momenti di autogestione, come quello di giugno scorso che ha visto l'apertura a tutti del terreno individuato, si chiede che, nel rispetto e secondo le modalità di legge, si realizzi un’area sociale condivisa con finalità socio-culturali – giardino, area giochi, orto collettivo, etc. – aperta a tutta la cittadinanza e gestita da un’associazione di promozione sociale senza fini di lucro, costituita dai cittadini stessi richiedenti.
“Avere aree pubbliche, che siano piazze o giardini, è fondamentale, ed il verde pubblico non può rimanere un sogno, soprattutto in una zona come questa, distesa ai piedi delle colline fiorentine che, paradossalmente invece ne possiede pochissime porzioni e non realmente usufruibili dagli abitanti. Per questo, l’idea sostenuta dal CSA Next-Emerson di un giardino comunitario ci convince, perché abbiamo paura di altre cementificazioni e temiamo che il verde privato che resta a lungo dentro le recinzioni sia pronto ad essere sacrificato in nome del prossimo ennesimo progetto di speculazione edilizia. Un progetto dal basso invece può prevenire tutto questo e far crescere insieme dei cittadini che vogliono realmente 'abitare' il loro quartiere” - concludono De Zordo e Alberici.

(fdr)