Al via la campagna "Mamma segreta", volantini in otto lingue e un numero di telefono per informare delle opportunità offerte dal sistema sanitario
Un numero di telefono per dare informazioni e sostegno; e anche volantini e locandine in otto lingue anche sui bus Ataf, per far conoscere le opportunità offerte dal servizio sanitario alle donne in situazione di difficoltà che aspettano un bambino. Si tratta della campagna “Mamma segreta. Sei in gravidanza? Parla con noi” promossa dall’Azienda sanitaria di Firenze (in particolare dall’ospedale Nuovo San Giovanni di Dio) insieme al Club Soroptimist di Firenze, alla Misericordia di Firenze e l’Amministrazione comunale. L’iniziativa è stata presentata questa mattina a Palazzo Vecchio dall’assessore al welfare Stefania Saccardi, da Elisabetta Peruzzi medico presso l’ospedale Nuovo San Giovanni di Dio e da Mariella Sgaravatti presidente del Club Soroptimist (associazione per i diritti delle donne).
“Con questa campagna – ha spiegato l’assessore Saccardi – vogliamo informare sempre più e sempre meglio le donne in gravidanza, in particolar modo quelle straniere, di una opportunità offerte dalle leggi del nostro paese: ovvero di partorire in sicurezza negli ospedali del territorio e di lasciare il bambino, senza riconoscerlo e diventando una ‘mamma segreta’, e quindi non identificabile, per 100 anni. In questo modo si garantisce la tutela della donna e della sua salute che invece di partorire da sola o addirittura di ricorrere a interruzioni di gravidanza clandestine, può recarsi in un luogo attrezzato dove le viene garantita assistenza e cura anche se non in regola con i permessi di soggiorno e i documenti. E al tempo stesso si tutela il bambino al quale può essere garantito un futuro migliore grazie all’adozione, invece di finire abbandonato come purtroppo a volte accade”.
Con le locandine e i volantini, che sono stati tradotti nelle otto lingue più parlate nel territorio fiorentino (oltre all’italiano, inglese, spagnolo, francese, albanese, rumeno, arabo e cinese), viene veicolato il messaggio di rivolgersialle strutture sanitarie o agli ospedali senza timore e con fiducia, anche se non si è in regola con i documenti. Inoltre è pubblicizzato un numero di telefono 055/212222 cui rivolgersi per avere ulteriori informazioni. Dall’altra parte della cornetta ci sono gli operatori della Misericordia di Firenze che per questa campagna ha messo a disposizione il suo centralino con personale formato a rispondere alle chiamate di donne in difficoltà sia per necessità urgenti sia per avere informazioni. Inoltre, grazie alla triangolazione telefonica predisposta con il centro di mediazione dell’Azienda sanitaria di Firenze, sarà possibile rispondere alle chiamate in 80 lingue diverse. In questo modo, le donne che non si sanno esprimere in italiano, potranno trovare un aiuto e informazioni.Agli operatori della Misericordia è stato inoltre fornito un elenco dei consultori del Comune di Firenze e dei territori limitrofi, con numeri di telefono, indirizzi e orari di apertura. In dettaglio le locandine saranno distribuite nei consultori, negli ospedali, nelle farmacie, nei centri per gli immigrati e nei centri sociali. I pieghevoli, saranno distribuiti oltre che nei luoghi citati, anchenelle comunità straniere con l’aiuto di mediatori culturali. A questo circuito, si aggiungono i bus del trasporto pubblico, grazie alla disponibilità di Ataf.
“L’idea di questa campagna è nata dall’esperienza che noi sanitari viviamo negli ospedali – ha aggiunto Elisabetta Peruzzi –: ogni anno al Nuovo San Giovanni di Dio si presentano in media cinquanta donne con gravi emorragie post parto per le quali è necessario un intervento di emergenza/urgenza. A questo si devono aggiungere gli aborti clandestini: per avere un idea del fenomeno, ogni anno in Italia a fronte di 130.000 interruzioni volontarie di gravidanza con ricorso alla legge 194 si stimano 20.000 aborti illegali. Si tratta di un fenomeno in crescita, anche a causa dell’aumento della popolazione straniera nel nostro paese che molto spesso non conoscono i diritti e le opportunità offerte loro dalla legge e dal sistema sanitario nazionale”. Ma, come ha precisato Peruzzi, il progetto non è destinato alle sole donne straniere, ma anche a chi, per varie ragioni, non vogliono o non possono tenere il bambino. “La campagna vuole far sapere a tutte le donne in difficoltà chelo Stato offre per legge la possibilità di partorire in ospedale con l'assistenza sanitaria adeguata e di lasciare il bambino senza essere nominata. Il bambino verrà dato in adozione, secondo la legge e le modalità stabilite dal Tribunale dei Minori in un tempo stimato di circa 30 giorni. In questo modo, si assicura alla donna, anche se non in regola con i permessi di soggiorno, e al bambino l'assistenza sanitaria necessaria e si tutelano i diritti di entrambi” ha sottolineato ancora Peruzzi. Anche le donne clandestine o sprovviste di documenti in Italia hanno infatti diritto ad essere assistite e protette durante la gravidanzae possono richiedere la sospensione dell'espulsione per 6 mesi dopo la nascita.
Ma la valenza del progetto non si ferma qui. Grazie all’aggancio effettuato nel momento della gravidanza e del parto, infatti, è possibile avviare un rapporto tra donna in difficoltà e istituzioni, servizi sociali in testa. Un rapporto che si può concretizzare anche con interventi di sostegno nella fase successiva alla gravidanza. (mf)