IMU, Albini (Pd): "Ai Comuni non può spettare solo il ruolo di esattori"
“Cosa succede se dopo la prima rata di Imu ci accorgiamo che gli introiti non sono quelli che erano stati previsti?". Se lo chiede la consigliera del Pd Tea Albini che ha posto il problema della votazione della delibera che prevedeva la diminuzione dell’addizionale Irpef comunale “che, - spiega Albini- a fronte a fronte di pochi euro di risparmio ha contribuito ad una maggiore pressione Imu sugli immobili non prima casa”
“ I comuni – dice l’onorevole Albini nel suo intervento in consiglio comunale- potranno entro il 30 settembre rivedere le percentuali o addirittura le detrazioni così come prima il Governo potrà rivedere le stesse cose entro dicembre del 2012. Lo Stato scarica sui comuni il ruolo di esattori, ma soprattutto scarica su questi la gestione del bisogno sociale che si produrrà anche con l’applicazione Imu e si evince la difficoltà che avranno a rispondere ai bisogni quasi tutti comprensibili. Ecco perché il Pd nazionale chiede l’alleggerimento della pressione Imu andando a tassare i grandi patrimoni e le rendite patrimoniali. Il Comune di Firenze ha calcolato l’imposta sugli immobili non prima casa a livelli massimi e, se è condivisibile sullo sfitto, non mi sento di condividere la pressione sugli immobili usati per attività imprenditoriali soprattutto piccola e media (artigiani, commercianti) perché questi si troveranno particolarmente colpiti non solo dall’Imu ma anche dal passaggio della Tia da Quadrifoglio al Comune in quanto l’iva che fino ad oggi era recuperabile, da domani sarà un costo puro, peggio sarà se per equilibrare questa situazione si dovesse gravare sulle famiglie alzando la percentuale di recupero Tia a loro carico”
(lb)