Maggio musicale, De Zordo:"Firenze non deve perdere un luogo di produzione di cultura"

"Che il Maggio musicale si trasformi da un soggetto che produce e allestisce spettacoli culturali di altissima qualità a un teatro vuoto di personale che prende in appalto gli eventi e si rifornisce di pacchetti precostituiti di offerte culturali. Questo Il timore adombrato oggi dai lavoratori del Maggio Musicale in audizione nelle commissioni Cultura e Lavoro; timore più che fondato a vedere le scelte dell'attuale dirigenza che arriva a chiedere la riduzione di 70 unità di personale (ora ridotte a 45) anche in settori già sotto organico, che pensa di far pagare ai soli lavoratori le perdite accumulate negli anni da scelte e gestioni sbagliate, che non presenta un piano di rilancio adeguato alla situazione di crisi della Fondazione e che ha tutta l'aria di voler far saltare una trattativa difficilissima a cui i lavoratori non vogliono sottrarsi." Lo dichiara Ornella De Zordo al termine dell'audizione in cui la situazione del Maggio musicale è stata approfondita dagli interventi dei vari rappresentanti sindacali.
"Come ho avuto modo di dire in commissione, condivido tutte le preoccupazioni di chi lavora al Maggio Musicale e ha già contribuito con una quota del proprio Tfr a far rientrare in bilancio 2 milioni di euro, dando così prova di tenere moltissimo al futuro del Maggio, e cerca di contribuire a trovare soluzioni che non comportino solo il taglio di posti di lavoro", continua De Zordo, che aggiunge: "I problemi del Maggio non riguardano solo i lavoratori, che vanno sostenuti nelle loro proposte e nella loro lotta, ma l'intera città di Firenze che rischia di perdere uno dei rari luoghi di produzione culturale in cambio di un soggetto che si limita a offrire fruizione culturale, inevitabilmente rinunciando all'alta qualità dimostrata finora, e che non garantirebbe comunque automaticamente neanche un pareggio di bilancio, come dimostrano altri esempi di questo modello di teatro, a partire dal Regio di Parma che ha accumulato un buco di 30 milioni di euro pur avendo pochissimi dipendenti."
"Il Consiglio comunale deve assumersi la responsabilità di seguire la trattativa in corso, sostenere i lavoratori e adoperarsi per trovare una soluzione che rilanci il Maggio Musicale salvaguardando sia la qualità delle sue produzioni che la stabilità dei posti di lavoro per tutti i comparti che contribuiscono al prestigio di un teatro che è motivo di vanto della città di Firenze nel mondo", conclude De Zordo.

(fdr)