Nel Salone dei Cinquecento la consegna delle stelle al merito del lavoro
Sessantadue toscani, di cui ventidue residenti nella provincia di Firenze. Sono i nuovi maestri del lavoro, persone che si sono distinte nella loro esperienza lavorativa per meriti di perizia, laboriosità, condotta morale e anzianità di occupazione e che questa mattina hanno ricevuto, nel Salone dei Cinquecento, l'onorificenza conferita dal Presidente della Repubblica. Si tratta della "Stella al Merito del Lavoro", consegnata come da tradizione il 1 maggio, giorno in cui viene celebrata la festa dei lavoratori.
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, l'assessore all'università e politiche giovanili Cristina Giachi, il prefetto Luigi Varratta, gli assessori regionali e provinciali Gianfranco Simoncini e Elisa Simoni, il consigliere regionale Marco Carrai e il direttore regionale del Lavoro Sergio Trinchella. "È un privilegio e un onore rappresentare la mia città in questa cerimonia che vede riunite nel Salone dei Cinquecento tante persone che hanno fatto del lavoro una delle espressioni di vita più significative - ha esordito l'assessore Giachi -. La celebrazione di oggi non ci ricorda soltanto che il lavoro è un valore costituzionale su cui si fonda la nostra Repubblica, ma che può essere anche una dimensione in cui ognuno esprime la propria personalità, in cui ciò in cui si crede e che si ritiene bello prende forma e vita anche a disposizione di altri. Questo è un momento difficile per parlare di lavoro e lo è ancora di più per chi come me si occupa direttamente di giovani, perché l'occupazione che non c'è per i giovani è uno dei temi più delicati e spinosi oggi. Non è facile festeggiare il lavoro quando quasi un giovane su tre non l'ha e non ha neanche prospettiva di averlo". "Celebrare i maestri del lavoro - ha continuato l'assessore Giachi - testimonia che il lavoro non è solo un modo per guadagnarsi da vivere ma rappresenta una prioritaria dimensione di sviluppo della persona umana, un modo per esprimere il proprio appartenere alla società. Spero che per tanti giovani il lavoro possa essere questo: non soltanto un'occupazione e una fonte sacrosanta di sostentamento dignitoso, ma uno strumento per avere un ruolo ed essere protagonisti nella società. E spero che voi che oggi ricevete questo riconoscimento possiate aver cura dei giovani che incontrate per trasmettere loro il senso del vostro modo di vivere la vostra professione e il vostro impegno nel lavoro". (mf)