Morte Morosini, Pieri (Udc): "Dal 2009 chiedo che i luoghi di grande affluenza siano dotati di defibrillatori"

"In Italia, come al solito, prima di intervenire si aspetta che ci sia stata una tragedia"

“Leggo sulla stampa di oggi che il presidente della Regione Rossi annuncia che tutti i campi di calcio della regione saranno dotati di defibrillatori a bordo campo. Ebbene, una mia mozione del luglio del 2009 chiedeva al Comune che non solo gli stadi, ma tutti i luoghi che registrano una grande affluenza di persone (ipermercati, parchi e in generale luoghi lontani da strutture ospedaliere) avessero questa dotazione: perché si è dovuto aspettare il compiersi di una tragedia per intervenire?”. E’ quanto si chiede il consigliere di Udc per il Terzo Polo Massimo Pieri.
“In Italia – ha proseguito il consigliere – 1 persona su 1000 viene colpita da arresto cardiaco, causa di morte per 50.000 persone l’anno. La sopravvivenza dopo un arresto cardiaco è fortemente influenzata dalla rapidità con cui viene effettuata la defibrillazione. Considerato infatti che dopo 6-7 minuti intervengono danni irreversibili che possono compromettere la sopravvivenza del paziente anche se rianimato, il tempo che intercorre fra l’inizio della fibrillazione ventricolare e il primo shock elettrico rappresenta la variabile più importante nel determinare l’efficacia del trattamento”.
“Questi dati scientifici erano quanto ci spinse, tre anni fa, all’iniziativa della mozione. Dati conosciuti da tutti. Duole constatare, anche per quanto riguarda chi amministra la nostra regione, che in Italia si è bravi a porre rimedio ai problemi solo dopo che questi si sono manifestati. In questo caso, causando la morte di un giovane calciatore” ha concluso Pieri.

(fdr)

Segue il testo della mozione presentata da Pieri il 17 di luglio del 2009

 

MOZIONE

Oggetto: invita il Sindaco a promuovere la diffusione di postazioni pubbliche di defibrillatori

Il sottoscritto Consigliere Comunale,
• Considerato che in Italia 1 persona su 1000 viene colpita da arresto cardiaco che causa la morte di circa 50.000 persone l’anno e che la sopravvivenza dopo un arresto cardiaco è fortemente influenzata dalla rapidità con cui viene effettuata la defibrillazione;
• considerato infatti che dopo 6-7 minuti intervengono danni irreversibili che possono compromettere la sopravvivenza del paziente anche se rianimato, pertanto il tempo che intercorre fra l’inizio della fibrillazione ventricolare e il primo shock elettrico rappresenta la variabile più importante nel determinare l’efficacia del trattamento;
• ritenuto che la distanza dagli ospedali, molto spesso superiore ai 15 minuti di percorrenza con l’auto, rende evidente la necessità di disporre di dispositivi mobili per la defibrillazione;
• visto tuttavia che la legge 3 aprile 2001 n. 120 “utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraspedaliero” consente l’utilizzo di apparecchiature semiautomatiche di ripristino del battito cardiaco anche al personale sanitario non medico nonché al personale non sanitario, dipendente o volontario, purchè abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare;
• visto che la legge fissa in appena un anno la durata del certificato di abilitazione con una validità esclusivamente locale;
• ricordato che la Giunta Regionale Toscana ha promosso la diffusione capillare di defibrillatori salvavita in tutti gli impianti sportivi ed ha avviato specifici corsi di formazione per i soccorritori sportivi;
• visto che oltre alle società sportive professionali e semiprofessionali esistono numerose associazioni sportive amatoriali e dilettantistiche che dovrebbero disporre di personale volontario abilitato;
• appreso peraltro che la Repubblica di San Marino ha assunto l’iniziativa di creare circa 40 “stazioni” di pronto intervento dotate di defibrillatori semiautomatici, ubicate in punti strategici del proprio territorio – vedi centri commerciali e industriali, associazioni di volontariato, parchi, corpi militari – attivando anche postazioni Totem;
• visto che i Totem, strutture attrezzate con defibrillatori ma corredate anche di video o tabelle grafiche che insegnano l’uso dell’apparecchio, consentono di individuare subito la postazione pubblica di emergenza e ricordare le modalità di utilizzo con grandi vantaggi in termini di tempo – come avviene presso l’aeroporto internazionale di O’Hare a Chicago ove la percentuale di sopravvivenza a seguito di arresto cardiaco è altissima, 54% e fino al 73% se la defibrillazioneè compiuta entro 3 minuti

INVITA IL SINDACO

1. A promuovere la diffusione di defibrillatori presso tutti gli impianti sportivi del territorio comunale nonché sensibilizzare le associazioni sportive amatoriali e dilettantistiche affinchè individuino ciascuna uno più operatori volontari abilitati al funzionamento delle apparecchiature salvavita;
2. A promuovere una modifica della normativa che regolamenta la durata e l’ambito territoriale del certificato di abilitazione al fine di ampliare le attuali condizioni di rinnovo annuale;
3. A prevedere l’installazione di postazioni pubbliche d’emergenza con defibrillatore in punti strategici della città quali parchi, ipermercati, associazioni di volontariato o comunque nei luoghi decentrati rispetto alle strutture ospedaliere, al fine di garantire una riduzione dei decessi per arresto cardiaco dovuti alla mancanza di un rapido soccorso con utilizzo dell’apparecchio salvavita.

Massimo Pieri