566° Anniversario della morte di Filippo Brunelleschi, lunedì commemorazione al Palagio di Parte Guelfa, Corteo della Repubblica Fiorentina e visita al sepolcro

Giani: "Un genio che contribui in modo determinante a rendere grande Firenze nel mondo"

Solenne cerimonia lunedì al Palagio di Parte Guelfa per commemorare il 566°anniversario della morte di Filippo Brunelleschi (nacque nel 1377 a Firenze e morì a Firenze il 16 aprile del 1446). Le autorità si ritroveranno nella Sala dei Gigli del Palagio dove interverranno (a partire dalle 10) il professor Massimo Ricci presidente dell’associazione Filippo di Ser Brunellesco che parlerà della realizzazione della cupola e del legame fra Brunelleschi e Leonardo da Vinci , il presidente del consiglio comunale Eugenio Giani che commenterà il significato della cerimonia. Ospite d’onore di quest’anno la sovrintendente ai monumenti delle province di Firenze e Pistoia Alessandra Marino. “Firenze – ha detto Giani- ha in Brunelleschi la figura centrale dell’architettura del periodo d’oro del Rinascimento. La Cupola nella sua bellezza è simbolo delle città in tutto il mondo.  Fu un vero e proprio genio a cui tutta la nostra città deve tantissimo”. Dalle 10,50 partirà il Corteo della Repubblica Fiorentina che accompagnerà le autorità al Duomo in piazza san Giovanni dove verrà detta una preghiera per il grande maestro sotto il Tondo del Buggiano (il busto di marmo di Brunelleschi realizzato dal figlio adottivo). Il corteo proseguirà fino alla Cripta di Santa Reparata dove si trova il sepolcro del Maestro. Lì , secondo l’antica usanza del ‘400, verranno deposte una corona di mirto (offerta dal Comune) e una di alloro (offerta dall’associazione Filippo di Ser Brunellesco). Lo squillo delle chiarine accompagnate da un minuto di silenzio concluderanno la cerimonia. Al termine della commemorazione il Corteo della Repubblica Fiorentina rientrerà al Palagio di Parte Guelfa. (lb)

 

 

 

 

DATI STORICI

Secondo il biografo Antonio di Tuccio Manetti , Filippo Brunelleschi lavorò fino all’ultimo giorno della sua vita sul cantiere della Cupola.
Questa, era stata chiusa nell’Agosto del 1436. Dieci anni dopo si stava quindi lavorando all’edificazione della lanterna.
Aveva dato il progetto di questa nel 1367 ,quando vinse il concorso per la sua edificazione.
Secondo i documenti , nell’Aprile del 1446 , la lanterna della Cupola era stata appena iniziata (circa un metro di basamento), ma le macchine da Lui inventate per la sua costruzione ed i marmi per costruirla erano già quasi tutti ultimati fuori opera, bisognava solo montarli sulla sommità della Cupola.
Sembra sia stato colto da un malore e trasportato alla sua piccola casa posta in via degli Agli , in corrispondenza dell’antica Piazza Padella : era Sabato 16 Aprile dell’anno 1446 (s.f.).
La casa fu distrutta all’inizio del ‘500 per la costruzione del Convento dei Frati Teatini e quindi niente rimane di questa.
Possiamo solo indicare con sufficiente precisione il luogo ove si trovava e cioè a circa metà dell’attuale via dei Pescioni, in corrispondenza della parte posteriore dell’antica Chiesa di San Michele Bertelde, oggi San Gaetano.
In questa casa si spense quindi uno dei più importanti Geni della Nostra Storia, Maestro (indiretto) dello stesso Leonardo da Vinci.
Nato nel 1452, Leonardo non lo conobbe in vita ma ebbe la possibilità di studiare “molto profondamente” le sue opere ed in modo particolare le macchine da costruzione per la Cupola che, nella seconda metà ‘400, erano ancora in funzione nel suo cantiere..
Leonardo, a Bottega dal Verrocchio, partecipò alla realizzazione del Bottone e della Palla della Cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore (1471).
Questo gli permise di vedere queste macchine e fu tanto interessato che le ha sistematicamente copiate nei suoi Codici.
Da queste macchine brunelleschiane ricevette quindi le prime istruzioni di ingegneria meccanica e lezioni molto dettagliate sul trasferimento del moto, campo nel quale il Brunelleschi fu veramente un genio insuperato.
L’impresa della Cupola fu così importante che portò il suo nome e la sua fama in tutti gli angoli del Mondo conosciuto rendendo tanta Gloria a Lui ed alla Nostra Città.
Siamo davanti alla più grande e complessa struttura voltata realizzata in mattoni che l’uomo abbia mai concepito e realizzato ed il suo sistema di costruzione costituisce un “unicum” nella storia dell’Architettura di tutti i tempi.
Nonostante che questa impresa fosse ritenuta impossibile e che quindi fossero senza speranza le aspettative di riuscita dei suoi concittadini, con la sua geniale mente riuscì a costruire la Cupola in sedici anni (Agosto 1420 – 7 Agosto 1436 )
Dobbiamo in gran parte al suo Genio la riuscita di questa incredibile impresa : senza Brunelleschi la Nostra Cattedrale sarebbe rimasta sicuramente incompiuta.
Come dice testualmente l’epitaffio dettato da Carlo Marsuppini per la sua tomba “ …per capire quanto Brunelleschi valse nell’Arte Dedalea (Architettura) basta che tu guardi la testudo (cupola) e le macchine che, sono la dimostrazione del suo divino Ingegno….”
Tutti i suoi contemporanei stimarono così tanto questo personaggio che decisero di dargli l’altissimo Onore di essere sepolto all’interno della Nuova Cattedrale.
Il suo corpo fu provvisoriamente tenuto in una cassa di zinco nella prima stanza al piano terreno del Campanile di Giotto fino a che si diede luogo alla sua sepoltura nell’anno successivo.
“18 Febbraio 1446 (sistema fiorentino – 1447 per il nostro calendario) Battista Dolfi di Arnolfo e Piero Cardinale degli Oricellari, in ottemperanza alla decisione solenne dell’Arte della Lana, ordinano che “il corpo et cadavere di detto Filippo che ancora risulta non sepolto (indeposto) che è nel Campanile, che sia levato da detto luogo e sia messo nella Chiesa, sotto il pavimento, giusto nel punto in cui giurano i maggiori forensi (Avvocati e Notai) , quasi nel mezzo….e sotto detto ammattonato che sarà ripristinato in modo che si possa vedere solo una lapide di marmo (quindi a livello del medesimo) nella quale sia scritto “filippo architector”. e sia posta nella parete in fronte alla sua sepoltura una lunetta nella quale sia posta la sua figura (busto) scolpito al naturale con disegni e progetti da lui impiegati nella costruzione della Cupola “ .
La realizzazione questa lunetta o meglio “tondo” , fu assegnata ad Andrea di Lazzaro Cavalcanti detto il Buggiano (di Borgo a Buggiano) che era stato figlio adottivo dello stesso Brunelleschi.
Per questo motivo, questa Opera, ha preso il nome di “Tondo del Buggiano”.
Per scolpirla Andrea fece la “maschera funebre” del suo padre adottivo che è possibile ammirare anche oggi nel Museo della Cattedrale di Santa Maria del Fiore.