Bando vendita Ataf Gestione, l'assessore Mattei replica all'ad di Fs Moretti

"Nessuna volontà di escludere qualcuno, ma l'intenzione di garantire un futuro certo all'azienda, ai lavoratori e al servizio di trasporto pubblico della città"

“Nessun favoritismo o volontà di escludere qualcuno a priori, ma soltanto l’intenzione di garantire un futuro all’azienda, ai lavoratori e al servizio di trasporto pubblico della città”.
È quanto dichiara l’assessore alla mobilità e manutenzioni Massimo Mattei replicando alle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti riportate oggi su un quotidiano cittadino in merito alla gara di vendita di Ataf Gestione.
“Il bando è stato costruito in modo tale che Ataf sia acquistata da un soggetto industriale del settore del trasporto pubblico intenzionato a proseguire nell’attività. È stata quindi una precisa scelta per evitare una possibile speculazione, ovvero l’acquisto da parte di qualcuno che fa un altro lavoro e che poi decide di chiudere tutto”.
E sulla presunta rigidità dei paletti, l’assessore Mattei precisa: “Si tratta di una forma di tutela per la società, per i lavoratori e per l’economia locale. Non è questione di fare favoritismi o della volontà di escludere qualcuno. Al contrario sono condizioni indispensabili per garantire che l’azienda sia acquistata da un soggetto industriale del settore di dimensioni tali da poter svolgere l’attività di trasporto pubblico su grande scala come ha fatto e sta facendo Ataf”.
“Come ha precisato il presidente di Ataf Filippo Bonaccorsi – continual’assessore – il bando di gara per la privatizzazione, infatti, ha previsto come requisiti di partecipazione esattamente le dimensioni dell’azienda che viene messa sul mercato: quindi 1.200 dipendenti, 400 autobus e 90 milioni di fatturato all’anno. Una scelta chiara a garanzia del futuro dell’azienda”.
“L’obiettivo della gara è individuare un soggetto che abbia la capacità sia economico-finanziaria che tecnico-operativa per poter proseguire l’attività finora svolta da Ataf. Se le realtà italiane in grado di rispondere positivamente a questi requisiti sono poche, non è certo colpa di Ataf o del Comune di Firenze” conclude Mattei. (mf)