"I Quartieri e le scuole adottino statue della memoria", la decisione stamani in commissione Pace. Per primo sarà restaurato il monumento a Villa Vogel

La presidente Agostini: "L'iniziativa nasce nell'anniversario della guerra in Bosnia con l'intento di tenere viva la memoria fra i giovani"

Nell’anniversario della guerra in Bosnia la Commissione Pace propone ai quartieri ed ai giovani un’iniziativa di ripristino della memoria e decoro di statue dedicate alla Pace e alla libertà. L’idea è quella che ognuno dei cinque quartieri della città insieme alle scuole, all’Anpi, all’Aned (associazione deportati) adotti una statua o una lapide significativa. In qualche caso sarà anche ripulita, in altri casi semplicemente adottata, in modo che quel monumento continui a ricordare quel momento storico o quell'idea, a memoria del quale è stato realizzato. “Nati da artisti e per volontà politiche istituzionali- ha detto la presidente Agostini- , le statue diventano luoghi interattivi di memoria e di conoscenza. Di per sé rappresentano un sentiero fortemente evocativo dello scenario in cui cresce la coscienza della Pace. Restano un legame vivo ed attuale con i protagonisti di pagine di guerre passate e personaggi di valore”. La commissione Pace e Diritti Umani ha così dato avvio ad una sorta di network per il rispetto e il riconoscimento di almeno 5 significative testimonianze, attualmente in una situazione di degrado. Per primo verrà risistemata la statua per la Pace di Villa Vogel. All’incontro di ieri in commissione hanno preso parte il presidente del Quartiere 4 Giuseppe D’Eugenio, il professore Ugo Barlozzetti, storico, che coadiuverà la commissione nella ricerca di altri monumenti da adottare nelle zone della città, l’autore Flavio Bartolozzi. L’operazione di riconoscimento di questo desiderio, anche da parte degli studenti, è stata presentata in commissione da Alessio Ducci, rappresentante dell’ANED (associazione deportati). “Il fronte degli interessati – ha spiegato Agostini- è destinato ad aumentare. cittadini e associazioni possono rivolgersi alla commissione per proporre luoghi a loro particolarmente cari, che possiedano requisiti del tipo descritto. Insieme, raggiungeremo lo scopo di garantire un maggior rispetto di quanto portato fino ad ora, a impronte di pace e diritti umani che sentiamo ancora il bisogno di seguire”. Saranno tre i messaggi con cui le scuole adotteranno: risollevarla dal degrado facendola pulire e poi rispettarla; scrivere una narrazione della storia dell’oggetto, da lasciare come segnaletica (cartello tipo i monumenti storici). “E’ difficile pensare che in soli venti anni, quel periodo complesso che vide l’Italia protagonista del conflitto – ha concluso Agostini- , possa essere dimenticato, ed è ancor più grave che la materia sia del tutto assente dai percorsi didattici nelle scuole. Mantenere memoria e rispetto della storia vissuta da donne e uomini che hanno dato la propria vita per consolidare ideali di libertà e obiettivi di democrazia, è compito necessario e ineludibile anche da parte delle istituzioni. Nasce anche da questo bisogno la scelta della commissione di soffermare l’attenzione sulla quantità di lapidi e monumenti dedicati a episodi importanti della nostra storia. Servono a mettere in evidenza ciò che è stato fatto da persone del passato per la bellezza del presente. Per far ricordare quando, come e perché sono accaduti eventi che hanno segnato il passo della crescita della pace e della democrazia a Firenze, in Italia, nel mondo. La nostra città è particolarmente attenta e sensibile, contiamo quindi di trovare energie e risorse per rimettere a nuovo alcune tra le statue che trasmettono maggiori emozioni e messaggi, soprattutto per le giovani generazioni, dominando con loro presenza, strade e giardini” (lb)