Festival dell'inedito, Grassi, "Bene il ritiro del patrocinio, ma l'errore di valutazione dell'amministrazione è stato grave comunque"
“Siamo soddisfatti che dopo che avevamo nei giorni scorsi sollevato seri dubbi sul valore del festival dell’Inedito, che aveva ricevuto il patrocinio e il sostegno del Comune di Firenze, questo sia stato ritirato dopo le polemiche dall’assessore Giachi. lo afferma il consigliere comunale Tommaso Grassi – Rimane comunque grave l’errore
di valutazione che l’amministrazione ha fatto nel rilasciare il proprio avvallo. Ci preoccupa più che per il caso specifico, che per fortuna si è risolto, capire quali siano i criteri per i quali il Comune concede e rilascia il proprio sostegno. Nella lettera dell’Assessore in cui viene comunicata la revoca del sostegno si ravvede la causa della
decisione ‘nel precipitare delle polemiche e nelle defezioni crescenti dei partner culturali’: cosa significa che il Comune ha ritirato il patrocinio perché ci sono state polemiche o perché ha sbagliato a valutare l’iniziativa ? Ha deciso di aderire solo in base ai nomi degli scrittori e ai personaggi che componevano la commissione
giudicatrice ? Si è quindi deciso di sostenere il festival solo in base ai partecipanti e ai nomi che comparivano ? Non è quindi in grado il Comune di discernere una iniziativa senza scopo di lucro e che merita, il timbro del Comune che, come abbiamo già detto varie volte, vale molto più di tanti soldi da una mera iniziativa commerciale? Altro interrogativo che ci sorge riguarda i costi, ben oltre i 500euro più IVA, che i partecipanti dovevano sostenere per accedere alla selezione, causa principale della nostra critica verso il festival, che nel primo comunicato del Comune sembrava fossero stati dimezzati grazie all’intervento del Comune e che invece oggi, sui giornali, scopriamo erano del tutto ignoti al Comune stesso: delle due una, o si è cercato inizialmente di salvare la faccia trovando una scusa al
sostegno del Comune oppure qualcuno adesso sta cercando di lavarsi le mani dell’intera vicenda. Siamo d’accordo con le parole dell’imprenditore Manuele Vannucci che in una lettera aperta sottolinea come ‘questo festival non sarebbe stato un evento culturale neppure se l'avesse organizzato Dario Fo’ e come il festival in questione sia ‘un evento puramente commerciale’: non è sufficiente dire che il Comune non ha speso un euro per motivare un sostegno incondizionato. – conclude Grassi –. Rassicurati dal ravvedimento del Comune e dalla revoca del patrocino, rimane da chiarire solo se il Sindaco Renzi parteciperà ugualmente alla commissione giudicatrice.” (lb)