Ataf, Grassi e De Zordo: "Allucinanti le parole di Moretti. Siamo di fronte ad una gara ad aziendam?"

"Necessario chiarire la situazione e appurare ogni sospetto di favoritismi da parte di Ataf e del Comune"

“La notizia, apparsa sui giornali stamani, in cui si riportano le parole dell’AD di Ferrovie, Moretti, riguardo alla gara di privatizzazione di ATAF secondo le quali il bando di gara e la lettera d’invito alle aziende concorrenti favorirebbero alcune aziende straniere, arrecando un grave danno e non essendo imparziali con le aziende italiane, è una notizia che sicuramente non può lasciarci impassibili”. Lo affermano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo.
“Appaiono allucinanti le parole di Moretti e aumentano ulteriormente la nostra contrarietà alla procedura, anche se non ce ne sarebbe stato bisogno, in quanto i dubbi e gli aspetti negativi e controversi della procedura di privatizzazione non sono mai mancati: non solo per la scelta di s-vendere le quote di ATAF Gestioni srl, ma anche per le modalità con cui questo è stato portato avanti dalla dirigenza di ATAF e dall’Amministrazione comunale, che vanno da quello della mancanza di garanzie certe per i dipendenti, alla vendita di quote di aziende i cui bilanci sono garantiti in attivo dalle risorse del Comune stesso, come GEST, e che impongono peraltro una prelazione e una differenziazione tra i concorrenti. Siamo di fronte ad una procedura costruita per favorire qualcuno in particolare? ATAF ha deciso di fare una gara ad aziendam?” si domandano i due consiglieri.
“Dopo le ferme ed esplicite affermazioni di Moretti è necessario fare assoluta chiarezza in merito alla procedura di vendita di ATAF: quali sono le norme discriminatorie verso le aziende italiane? Quali i contenuti dell’invito a partecipare, che ATAF sta mantenendo segreto? Il Comune è a conoscenza del contenuto della documentazione di ATAF e cosa intende fare per garantire equità e correttezza nel procedimento di gara? Non si pensa forse che questa vendita è nata male, con la contrarietà di gran parte della città e che rischia di finire ancora peggio e che quindi sarebbe meglio fermarsi e ritornare sui propri passi, pensando a comesi può garantire seriamente un servizio di trasporto pubblico a Firenze e in Toscana con la gara unica regionale del trasporto pubblico locale? Continuiamo a dichiarare la nostra contrarietà di fondo ad una cessione dell’azienda di trasporto pubblico che appare più una s-vendita a pochi euro sulla pelle del servizio e dei lavoratori. – concludono De Zordo e Grassi –. Ma da mesi si stanno affastellando una serie di gravi elementi ambigui che dovrebbero far riflettere anche tutti quei Consiglieri comunali che, seppur favorevoli alla vendita, adesso dovrebbero capire come si stia rischiando di procedere su una via perlomeno imprudente e azzardata dal punto di vista legale, dannosa sia per i lavoratori che vedono messo a rischio il loro lavoro che per i cittadini che vedranno un netto peggioramento del servizio di trasporto pubblico”.

(fdr)