Dehors, De Zordo: "Omologati e ingombranti"

"Non ancora finiti e già fatti modificare"

Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo

“Anni di discussioni, un concorso internazionale di idee finanziato con soldi pubblici e celebrato in pompa magna e alla fine si scopre che i nuovi dehors "modello Firenze" appena posizionati sono ingombranti e già si pensa di modificarne il progetto.Lo dice, ad esempio, la Soprintendente che dichiara che il dehor all'angolo di via Pellicceria sarà ridotto perché ha un impatto eccessivo e che gli altri dovranno adeguarsi. E aggiunge che le arcate di cortenin piazza Signoria non si può negare che siano ingombrantiarrivando a sostenere che il modello è già stato fatto modificare prima di posizionarne altri e che in prospettiva si dovrà rivedere il progetto.

Insomma un gran pasticcio. Che siano arredi particolarmente vistosi quelli già installati è sotto l'occhio di tutti e già questo aspetto non depone a favore del concept scelto (ma è proprio quello vincitore?) per una città i cui spazi sono già sufficientemente pieni di significato e che semmai deve preservare spazi liberi per far apprezzare le proprie ricchezze culturali e artistiche, e non nasconderle con tendoni pretenziosi e cristalli profilati d'acciao.Senza considerare il fuor di misura di questi ingombri viste le dimensioni ridotte di strade e vicoli.

Perché poi dovrebbe essere una nota di merito avere i dehors del centro cittadino tutti uguali? Semmai è un elemento di omologazione che contraddice la differenziazione dei singoli scorci e la individualità dei luoghi. E contribuisce a acuire l'effetto di una città preconfezionata in cui l'ordine posticcio è destinato al solo flusso turistico: come se fosse quell'ordine l'attrazione che porta ogni anno a Firenze milioni di visitatori, mentre è proprio questa idea di città-vetrina con tutte le sue conseguenze che scaccia i residenti rimasti.

Certo il minimalismo, che tanto gioverebbe alla eccezionale ricchezza estetica della città di Firenze, non è la cifra del governo Renzi, il cui tormentone sulla bellezza viene contraddetto dalla manomissione di un tessuto urbano ricco e vivace che potrebbe essere regolato con leggerezza da alcune misure di buona convivenza, da una pregiata manutenzione degli spazi pubblici e, in buona sostanza, dal rispetto dei luoghi”.

(fdr)