Consigli di Quartiere, Gruppo PdL e gruppi al Q2 e Q3: "Calpestati i diritti dei consiglieri di opposizione"

"Se il presidente non è super partes viene meno la democrazia"

Questo l’intervento dei consiglieri del Gruppo PdL a Palazzo Vecchio insieme ai colleghi ai consigli di quartiere 2 e 3

“Inaccettabile quello che è accaduto ai consigli di quartiere 2 e 3.
I gruppi ai consigli di quartiere tramite i loro capigruppo Vito Poma al Q2 e Paolo Poli al Q3 in sede di consiglio hanno chiesto il rinvio della votazione e così la possibilità di studiare il bilancio e presentare emendamenti e ordini del giorno.
Tenuto conto che i volumi del bilancio erano arrivati soltanto alcuni giorni prima e la relazione dei revisori addirittura soltanto poche ore prima, la richiesta non solo era legittima, ma anche da un punto di vista regolamentare ineccepibile.
Oltretutto la conferenza dei capigruppo comunali aveva deciso lo spostamento della votazione in comune dal 16 al 22-23 aprile dando cosi la possibilità per i consigli di quartiere di esprimere parere entro il 16.
Perché i presidenti di quartiere si sono rifiutati di accettare la richiesta?
Quali sono le motivazioni di urgenza che hanno spinto a far votare il bilancio addirittura 10 giorni prima della scadenza?
Siamo arrivati al paradosso che la convocazione del consiglio del Q2 era convocato per l'illustrazione ma è stato scelto di far votare il bilancio nonostante le proteste dei consiglieri del PdL.
Rimaniamo stupiti dal comportamento dei presidenti di quartiere, che nello svolgimento della loro funzione dovrebbero rappresentare l'intero consiglio e garantire i diritti delle minoranze, invece si fanno paladini di parte ignorando i più bassi elementi di democrazia.
Quello dei presidenti Ceccarelli e Paolucci è un vero affronto al funzionamento democratico delle assemblee elettive, grave ed irresponsabile.
Questo è soltanto l'ultimo atto di una serie di segnalazioni pervenute dai consigli di quartiere, ma oggi la misura e colma e non possiamo che esprimere il nostro rammarico, ma con determinazione rivendichiamo i nostri diritti e quelli dei nostri elettori.
Interesseremo della vicenda l'intero consiglio e il presidente Giani, chiedendo una convocazione urgente dei presidenti: o si svolge i ruoli istituzionali garantendo tutti, oppure porremo il problema politico”.

(fdr)