Manif Pour Tous, Agostini e Vannucci (PD) " Un evento che c'entra poco, anzi niente, con le scelte politiche e culturali attuate da sempre a Firenze"
“Stride il contrasto tra la frequenza di gravi eventi umani, dolori di persone e famiglie, persecuzioni e suicidi, causati da odio, violenza, esclusione sociale, ignoranza e fobia del diverso e l’imperterrita organizzazione di iniziative che pur presentandosi con l’ affermazione di voler garantire la libertà di espressione per tutti in realtà puntano a portare nelle piazze d’Italia cittadini per risvegliarne le coscienze in merito a contrastare leggi che stabiliscano diritti per le persone lesbiche, gay, bisesex, transessuali. Conosciamo l’associazione Manif Pour Tous che nasce in stretto legame con l'omonima realtà francese". E' quanto affermano Susanna Agostini presidente della Consulta fiorentina per i diritti delle persone LGBTI e il contrasto all’omotransfobia e il consigliere del Pd Andrea Vannucci che segue da tempo le iniziative della Consulta stessa. "Non può non venire il dubbio che la scelta dell’uso del Palazzo comunale, sia stata fatta per cercare di avere una “grancassa” di risonanza in un momento delicato della scena politica nazionale. Non sfugge che il sindaco Renzi si è esposto visibilmente su queste tematiche in direzione opposta, cioè in favore dei diritti per le coppie omosessuali. L’autorizzazione all'uso del Salone è stata chiesta da un collega consigliere e da un gruppo che avevano annunciato un’iniziativa istituzionale, ma così non è. Infatti gli uffici preposti, acquisito il programma, hanno subito attivato le giuste norme di affitto della sala e per motivi di sicurezza assegnato uno spazio differente da quello richiesto. E’ giusto e comprensibile che le associazioni cittadine abbiano fatto e facciano sentire la propria voce. Anche noi faremo le nostre comunicazioni in aula lunedì, non soltanto in merito a questo evento - concludono Agostini e Vannucci- , ma anche per raccontare ai colleghi ed alla città le belle cose che in un anno di attività la Consulta fiorentina sta facendo, anche in collaborazione con la Fondazione Kennedy. Le dieci sigle di gruppi e associazioni che ne fanno parte, confermano sempre più il bisogno crescente di far conoscere storie e persone che quotidianamente hanno sulle proprie spalle il peso dell’odio e della violenza gratuiti, costruiti su pregiudizi che ormai anche la Tv pubblica cerca di contrastare, per costruire insieme un percorso all'insegna dei diritti" (lb)