Roselli: "Una crisi di governo in questo momento non farebbe bene né al Paese né ai moderati. Io sto con Alfano"

Il consigliere aderisce a Nuovo Centro Destra: "Berlusconi resta riferimento importante ma occorre senso di responsabilità per il bene dell'Italia"

Questo l’intervento del consigliere Emanuele Roselli

“Quanto accaduto in queste ultime settimane chiede ad ognuno di noi senso di responsabilità attraverso scelte chiare e credibili. La divisione tra i moderati è un duro colpo per chi vuole dare al Paese una guida alternativa al centrosinistra. Ho stima, rispetto e senso di riconoscenza per il Presidente Berlusconi, per tutto quello che ha fatto e certo continuerà a fare per il bene del Paese. Silvio Berlusconi ha rappresentato con grande coerenza e passione l’elettorato liberale e moderato per oltre venti anni, scongiurando con il suo impegno scenari drammatici, e ieri non ho voluto far mancare la mia solidarietà e la mia stima al Presidente Berlusconi.

In questo momento ancora molto difficile, il Paese ha bisogno di un governo stabile capace di meritarsi con azioni concrete la fiducia degli italiani. Questa consapevolezza e questo senso di responsabilità hanno spinto Berlusconi e il PdL a dare vita e fiducia a questo esecutivo, scelta che non può venir meno adesso come 6 mesi fa. Occorre riconoscere ciò che è più giusto e utile per il paese e per la gente e lavorare in questa direzione. L'impegno in politica deve vedere come orizzonte il bene del paese e delle persone, lasciare senza guida l'Italia o lasciare il governo del paese in mano ad una maggioranza spostata verso sinistra e i populisti non aiuterebbe certo i nostri elettori e il popolo dei moderati.

Il nuovo progetto di Angelino Alfano e del Nuovo Centro Destra, a cui ha aderito anche Gabriele Toccafondi, è lo strumento più adeguato per consolidare ed allargare quella grande casa dei moderati che sempre ha voluto il Presidente Berlusconi e che, sono sicuro, saprà ancora una volta vederci insieme - a livello nazionale e locale - come alternativa maggioritaria alla sinistra”.

(fdr)