Targa al Centro tecnico federale di Coverciano: "Chi ama l'Italia, odia le mafie", via libera del consiglio comunale
"Chi rappresenta l'Italia nel mondo, a qualsiasi livello ed in qualsiasi campo, ha il dovere morale e civile di conoscere la storia dei tributi di sangue che il nostro paese ha dovuto pagare, negli anni, alla criminalità organizzata. E da questo dovere non sono esclusi certamente i calciatori che, nella società di oggi, rappresentano sempre più delle icone, in special modo per i giovani ed i giovanissimi". Questo è quanto dichiarato da Francesco Torselli, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, autore di una mozione, approvata ieri all'unanimità dal Consiglio Comunale, con la quale si chiede la posa di fronte al C.T.F. di Coverciano, "casa" della nazionale di calcio italiana, di una targa o di un piccolo monumento riportante la dicitura: "Chi ama l'Italia odia le Mafie".
"Quando leggo sui giornali che un personaggio come Mario Balotelli, uno dei principali simboli del calcio italiano, avrebbe finto di fare il "bullo" a Scampia - spiega Torselli - o che tramite Twitter avrebbe preso le distanze da un articolo che lo dipingeva come "testimone della lotta alla mafia", prima mi vengono i brividi, poi mi sale pure la rabbia. Che esempio diamo ai tantissimi bambini che giocano a calcio e che si identificano tutti i giorni con i loro più famosi idoli del pallone? Che insegnamenti trasmettono questi atteggiamenti? E mi fa ancora più piacere aver votato questa mozione all'indomani degli ignobili fatti di Salerno."
"Viviamo in un paese ed in una società - continua l'esponente di Fratelli d'Italia – in cui, giusto o sbagliato che sia, il calcio rappresenta molto di più di un semplice sport: un paese che si ferma letteralmente quando l'Italia gioca agli Europei o ai Mondiali, un paese in cui i quotidiani sportivi vendono più di molti giornali politici e dove la televisione, con trasmissioni dedicate e canali tematici, parla di calcio ogni giorno e a tutte le ore".
"In un paese ed in una società così - aggiunge ancora il consigliere comunale di centrodestra - non è pensabile che per indossare la maglia della nazionale di calcio bastino soltanto i piedi buoni. Chi rappresenta il nostro paese in giro per il mondo e chi è eletto ad idolo e ad esempio da tantissimi bambini (e non solo) ha il dovere di caricarsi sulle spalle anche certe responsabilità. E tra queste vi è senza alcun dubbio quella di tenere un comportamento che non possa in nessun caso essere frainteso, soprattutto quando si parla di Mafia".
"Considerato che la sede da cui la nazionale di calcio parte, ogni volta, per i propri impegni agonistici internazionali - conclude Torselli - è proprio a Firenze, città che conosce non bene, ma benissimo, cosa significa pagare tributi di sangue alla criminalità organizzata, credo sia giusto ricordare con una bella targa, a chiunque varchi il cancello di Coverciano, che essere campioni affermati e calciatori famosi non significa soltanto ricchezza, successo e lusso, ma anche responsabilità e rispetto per la storia del paese che si rappresenta".
(fdr)