Soggetto unico per la cultura, Grassi e De Zordo: "Dopo 3 mesi dall'annuncio trionfalistico del sindaco Renzi, oggi Givone ammette che il progetto è ancora tutto fumo e poco arrosto"
"L'11 agosto scorso il Sindaco Renzi in merito al nuovo soggetto unico della cultura dettava la data del 1' gennaio 2014 per la costituzione, affermava che avrebbe gestito 'in rete tutti gli spazi del Comune, comprese Cascine e Forte', indicava la forma giuridica della Fondazione culturale di proprietà completamente pubblica e affermava che 'Palazzo Vecchio avrebbe girato l'intero importo della tassa di soggiorno, circa 21 milioni di euro all'anno'. Lo affermano i consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo - oggi, dopo 3 mesi da quelle dichiarazioni e dall'approvazione in Giunta della delibera di indirizzo e a meno di due mesi dalla scadenza indicata dal Sindaco per l'entrata in funzione del soggetto unico, l'Assessore alla Cultura, Givone , che ringraziamo per la sincerità e la trasparenza dimostrata nella risposta, ammette che ancora è in corso lo studio di fattibilità, che il gestore e la forma giuridica non è ancora stata definita e che, citando le parole usate dall'Assessore stesso, 'non è in grado di dire in cosa consisterà questo soggetto unico della cultura'. Trascorsi 3 mesi dall'annuncio trionfalistico del Sindaco che dettagliava questa vera e propria rivoluzione del settore della cultura a Firenze, ormai è palese e davanti agli occhi di tutti l'inconsistenza del progetto messo in campo dal Comune e l'impossibilita di realizzarlo in maniera tale che dal 1' gennaio 2014 tutto sia definito e pronto per essere messo in atto concretamente. Ribadiamo la nostra contrarietà a questo scellerato progetto dell'Amministrazione comunale che vorrebbe esternalizzare il settore della cultura e introdurre manager e professionisti privati, sottraendo i poteri di indirizzo e controllo agli organi democraticamente eletti e svilire e svuotare il ruolo dell'Assessore alla Cultura che in una Città come quella di Firenze dovrebbe avere un ruolo centrale nel governo cittadino. Una Fondazione dove 'un gruppo di professionisti, potrebbero gestire quest'immenso patrimonio con un profilo manageriale': erano queste le parole d'ordine del Sindaco Renzi nella descrizione di cosa avrebbe dovuto rappresentare la nuova soggettività e ci eravamo preoccupati degli esiti che questo avrebbe potuto provocare sul personale comunale impiegato dalle biblioteche, agli uffici, ai musei, ai dipendenti delle cooperative che hanno appalti pubblici nel settore della cultura, e degli effetti sul servizio e sugli standard qualitativi offerti ai cittadini. - concludono Grassi e De Zordo - Non possiamo accettare che la cultura venga sottoposta a logiche di mercato, di profitto e del 'pareggio di bilancio': questa è una logica miope, sbagliata e ridicola che umilia coloro che nella cultura e nell'arte hanno il loro ambito d'azione e mercifica sottraendo al controllo e alla gestione pubblica tutto quello che è cultura a Firenze, e non ci pare poco." (lb)